«D’Eramo? Per noi è un candidato fra i tanti spendibili»

20 Settembre 2016

Tinari (FI): pensiamo prima ai programmi e poi agli uomini Morelli e Piccinini: la strada maestra è quella delle primarie

L’AQUILA. Sorpresa, e al massimo qualche malcelato sorriso dietro la maschera dell’aplomb istituzionale. Sono le reazioni all’interno del centrodestra aquilano alla notizia dell’investitura di Luigi D’Eramo, avvenuta a Pontida, a candidato sindaco del capoluogo di regione. Chi si aspettava una levata di scudi contro la fuga in avanti dei salviniani nella roccaforte della Lega, insomma, resterà deluso. Quel che è certo, però, è che gli alleati di un tempo, e forse anche di domani, il metodo non lo hanno gradito. «Lascia stupiti», esordisce Alessandro Piccinini (Nuovo centrodestra), «da parte di chi diceva di volere le primarie. Adesso, invece, si parla di questa candidatura calata dall’alto, senza alcun confronto con gli alleati e il territorio. Ne prendiamo atto e valuteremo».

«Non ne ero a conoscenza», dice invece Stefano Morelli, coordinatore comunale di Forza Italia. «Ci fa piacere apprendere che Noi con Salvini ha una proposta di candidatura per la coalizione di centrodestra, alla quale ne seguiranno altre, da FI, dagli alleati. Valuteremo quale sarà il miglior candidato per vincere le elezioni e battere la sinistra. È venuta fuori da Pontida, ma non c’è problema, hanno di scelto di fare così. È naturale che ogni forza politica abbia i propri metodi, ma l’intento è quello di stare tutti insieme. L’obiettivo è costruire una coalizione più ampia possibile, perché è questo che ci chiedono gli elettori, l’unità del centrodestra, e la scelta di un candidato in grado di battere la sinistra».

Del metodo per la scelta del candidato unitario, sostiene Morelli, si discuterà. Potrebbe essere quello delle primarie, aggiunge, o comunque un sistema che coinvolga attivamente la base. «Sicuramente», puntualizza, «faremo un sondaggio elettorale affidandolo a una delle più importanti società italiane, per testare una rosa di candidati, e in seno a questa scegliere chi può vincere le elezioni. Certo è», conclude, «che questa investitura non sembra seguire il percorso delle primarie». Per Roberto Tinari (FI), è una candidatura fra le tante. «Abbiamo molti candidati», dice, «ben venga anche quella di D’Eramo, poi decideremo. Quello che ci interessa, in questo momento, non è chi sarà il candidato, ma gli obiettivi. L’unica cosa veramente difficile, a questo punto, sarà fare peggio di quel che ha fatto Cialente. Sceglieremo in base ai programmi. Quello che ci interessa sono gli obiettivi che il candidato che rappresenterà la coalizione si propone di raggiungere, obiettivi che dovranno essere scadenzati, chiari e precisi».

Tinari si lascia andare anche a una critica nei confronti «delle tante persone di destra che non fanno altro che denigrare l’attuale dirigenza. La smettessero», aggiunge, «perché devono essere consapevoli di non aver lasciato grandi segni. Venga D’Eramo e altri poi decideremo». D’Eramo, assieme ai consiglieri aquilani Emanuele Imprudente e Daniele Ferella faceva parte della delegazione abruzzese guidata dal commissario regionale, il senatore Paolo Arrigoni, lombardo.

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