D’Eramo: «Primarie per il candidato del centrodestra»

15 Marzo 2017

L’esponente di “Noi con Salvini” lancia un appello agli alleati «Ma Forza Italia fa resistenza, non spacchettiamo i voti»

L’AQUILA. Le primarie come strumento di unità del centrodestra. Per individuare un uomo forte e condiviso. Luigi D’Eramo, candidato sindaco per “Noi con Salvini”, invita gli alleati a fare presto e ad adottare una strategia comune, che risulti vincente. Anche a destra, la pluralità di candidature in campo, rischia di giocare a sfavore della coesione. E di spacchettare inevitabilmente i voti.

D’Eramo, perché ha deciso di scendere in campo?

«Abbiamo proposto un metodo, quello delle primarie, per compattare il centrodestra, in modo forte, intorno a un nome. È una richiesta avanzata da mesi, in quanto le primarie possono rappresentare la sintesi, tra le alternative proposte, per arrivare a una scelta condivisa, che parta dal basso e superi le logiche di partito. In sostanza, che dia modo agli aquilani di esprimersi. Il partito ha indicato la mia candidatura e stiamo cercando di trovare la sintesi con le altre forze del centrodestra».

Chi non è favorevole alle primarie?

«La resistenza maggiore è di Forza Italia. Nei giorni scorsi, c’è stata un’apertura da parte della lista civica di Giancarlo Silveri e da L’Aquila futura di Roberto Santangelo. Sulla stessa linea anche Azione nazionale, rappresentata da Valerio Di Pasquale. Fratelli d’Italia, che ha candidato Pierluigi Biondi, ancora non si esprime chiaramente in merito, ma siamo agli sgoccioli. Esiste un tempo tecnico per poter svolgere le primarie. Entro una settimana si dovrà prendere una decisione definitiva».

Se non si dovesse raggiungere l’accordo ognuno correrà da solo?

«Proseguirò con la mia candidatura, cercando delle alleanze basate su un confronto programmatico e su un percorso chiaro e netto, che rappresenti una presa di distanza e un’alternativa al sistema messo in piedi all’Aquila, ormai da anni, dal Pd, che non rappresenta una garanzia di governo e non ha portato risultati. Sia Americo Di Benedetto che Pierpaolo Pietrucci incarnano la continuità dello schema Cialente-Lolli-Pezzopane».

Quando parla di rottura rispetto al passato, cosa intende?

«Una serie di argomenti che non sono stati affrontati. Penso alla ricostruzione delle frazioni, che è al palo. Ma è necessario fare anche una grande battaglia di tipo economico-sociale: stiamo raccogliendo le firme per la No tax area, una detassazione del territorio che consenta di incentivare la ripresa delle attività commerciali. È necessario studiare un modello economico e di rilancio per L’Aquila. Uno dei temi fondamentali è quello delle politiche sociali per dare l’accesso alla case popolari e agli asili nido prima agli aquilani, poi agli stranieri. E la sicurezza, che non è più garantita in città. Prima del terremoto la nostra era una città vivibile e tranquilla. Oggi le condizioni sono mutate, la micro-criminalità è diffusa e gli aquilani avvertono una sensazione di insicurezza che non dà garanzie».

Qualche proposta in tal senso?

«Il potenziamento della polizia municipale e un’azione di controllo e monitoraggio del territorio attuata in sinergia con le forza dell’ordine».

Altri temi in agenda?

«Lo sviluppo del Gran Sasso e la riperimetrazione dello stesso. Una risorse immensa per il nostro territorio, che va adeguatamente valorizzata».

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