D’Onghia si racconta: «Vivo per la musica»

Il direttore d’orchestra amico di Lucio Dalla conquista gli studenti «Provate a suonare con l’iPhone in una mano e il violino nell’altra»
AVEZZANO. “Vivi per la musica, per la quale ha senso vivere”. Con questa emblematica frase del maestro, pianista, arrangiatore e compositore Beppe D’Onghia si può riassumere lo splendido incontro tenutosi nell’aula Magna del Liceo Classico “Alessandro Torlonia”, momento volto a celebrare l’anniversario di nascita di Lucio Dalla, di cui il maestro è stato amico e collaboratore per oltre trent’anni. Il maestro vanta inoltre collaborazioni con artisti magistrali come Gianni Morandi, Francesco De Gregori, Roberto Vecchioni ed è stato produttore artistico di Samuele Bersani, per il quale ha composto diversi brani, tra i quali “Replay”, vincitore del premio della critica al Festival di Sanremo del 2000.
Dopo la morte del noto autore bolognese, D’Onghia, in collaborazione con Franco Biglino, direttore del coro Intonando, ha dato vita al Nu-Ork, un’esperienza sperimentale e curiosa rivolta ai giovani, in cui si fondono musica e tecnologia, classicità e modernità. Lo scopo? Evidenziare il carattere dei nuovi talenti, che, come sottolinea il maestro, «hanno in una mano l’Iphone e nell’altra il violino».
Questa collaborazione vuole dimostrare come la musica possa abbattere ogni pregiudizio, conciliando mondi apparentemente lontani ma che al giorno d’oggi devono coesistere.
I ragazzi desiderosi di avere la possibilità di realizzarsi devono conoscere il passato, essere consapevoli del presente e darsi da fare. D’Onghia, a tal proposito e fermamente convinto delle proprie idee, attacca i talent-show: «Non è possibile diventare artisti in due mesi». Il successo non è una cosa semplice e immediata, è la gavetta a formare i talenti, plasmandoli con un vero e proprio percorso di studio personale. D’Onghia racconta come la sua passione per la musica sia nata in tenera età, grazie alla volontà dei suoi due maggiori fan, i genitori. «A quattro anni posare le dita sul pianoforte risulta una fatica disumana, ma, crescendo, si capisce l’importanza di coltivare il proprio talento e di non lasciarsi sfuggire le occasioni che potrebbero cambiarti la vita». Il maestro riserva un’altra stoccata al sistema discografico delle major che, incapaci di valorizzare le innovazioni musicali, preferiscono produrre una musica mediocre ma dal successo assicurato. L’autore incita coloro che desiderano realmente dimostrare le proprie doti artistiche a non perdere mai la speranza.
In risposta alle domande poste dagli studenti del Liceo al musicista, D’Onghia ha raccontato la sua esperienza nel campo musicale e alcuni aneddoti della sua singolare amicizia con il grande Lucio Dalla. Tra i più significativi, la rottura della collaborazione artistica tra i due, nel momento in cui D’Onghia decise di separarsi dal cantautore bolognese per cercare di approfondire la sua cultura musicale, dedicandosi alla musica d’orchestra. Dopo tre anni di esperienze nazionali ed internazionali, i due si ritrovarono nuovamente.
«Lucio mi ha messo nella condizione di essere libero», ha dichiarato, commosso, il maestro. L’incontro è stato inoltre impreziosito dalla toccante esibizione al pianoforte della canzone “4 Marzo 1943” sempre capace di catturare ed emozionare l’auditorio. L’incontro , organizzato da Massimo Coccia, direttore artistico dell’Associazione culturale Harmonia Novissima, ha visto la partecipazione, degli alunni del Liceo Classico e di alcuni studenti della scuola secondaria di I grado Enrico Fermi di Avezzano.
L’evento ha dato inoltre avvio allo stage di giornalismo, Giornalistudenti, Nuovi cronisti di città, nato dalla collaborazione tra il Liceo Torlonia e la testata il Centro, coordinato dalle professoresse Paola Battistoni, Federica Gambelunghe e Rossella Del Grosso, e diretto dal responsabile della redazione provinciale, Domenico Ranieri.
Giulia Boccanera, Roberta Clementucci, Laura Cleofe, Donata Colautti, Andrea Gallese,Eleonora Liberti, Maria Luccitti,Giulia Monaco, Alice Persia, Lisa Zuffranieri, Rosanna De Meis
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