Da Carloni a Carioti, tutte le note dell’Aquila

La Salisburgo d’Italia dell’avvocato che fondò la Barattelli e la città della musica col Conservatorio
L’AQUILA. «Preferisco suonare in una piccola città italiana, L’Aquila, dove esiste una società musicale che ha creato, in pochi anni, il pubblico più sensibile che io abbia mai conosciuto». Così Arthur Rubinstein, pianista statunitense considerato il maggior interprete di Chopin, ha parlato della nostra città rispondendo a un giornalista sudamericano. Ma non è il solo a elogiare il ruolo dell’Aquila in ambito musicale. Anche Ennio Morricone, uno dei maggiori compositori italiani viventi nonché “aquilano onorario” per la musica insieme a Rubinstein e Goffredo Petrassi, ha dato un giudizio positivo: «Una città che sa essere al tempo stesso sobria e straordinaria, attaccatissima alle sue radici e piena di curiosità intellettuale».
L’Aquila, infatti, è una città che vive di musica e ha alle spalle una grande tradizione di corali, con repertori di musica sacra e profana, rinascimentale, classica, antica, popolare, alpina e tradizionale. È cresciuta molto culturalmente grazie ad alcune importanti istituzioni, che devono la loro nascita a un personaggio di grande rilievo: “l’avvocato della musica” Nino Carloni (1910-1987). Egli seppe trasformare il capoluogo abruzzese in una sorta di “laboratorio musicale”: nel 1946 fondò l’Ente musicale Società Aquilana dei Concerti “Bonaventura Barattelli”; nel 1967 appoggiò l’apertura del Conservatorio di Musica, dapprima come sede staccata di Santa Cecilia, successivamente autonomo come Conservatorio “Alfredo Casella”; nel 1968 i Solisti Aquilani; nel 1970 l’Istituzione Sinfonica Abruzzese e, nel 1986, l’anno prima della morte, l’Officina Musicale.
La creazione di questo prestigioso ambiente musicale valse alla città l’appellativo di “Salisburgo d’Italia”: L'Aquila ha ospitato e ospita concerti dei più grandi musicisti al mondo, italiani (Arturo Benedetti Michelangeli, Maurizio Pollini) e non (Walter Gieseking, David Oistrakh, Yehudi Menuhin, Sviatoslav Richter, Krystian Zimerman).
Una soddisfazione enorme, soprattutto nel contesto del sisma del 2009 che ha provocato gravi danni al patrimonio culturale della città e ha cambiato per sempre la nostra vita. Ma, fortunatamente, la musica ha vinto sul terremoto, anzi, è stata proprio la musica a risollevare la città, a partire dai giovani, i quali, proprio grazie ad essa, sono riusciti per primi a superare il trauma e a ritrovare un equilibrio. Il Conservatorio Casella è l’unica istituzione scolastica che ha avuto, subito dopo il sisma, una sede nuova e funzionale, costruita dalla Protezione civile nel tempo record di 35 giorni. Precedenti sedi erano state Palazzo Gaglioffi, nel cuore del centro storico, dal 1968 al 2003, e il complesso monastico di Collemaggio, dagli inizi di quello stesso anno fino al 2009. Il Musp, nonostante la lontananza dal centro della città, non ha risentito di alcun problema o svantaggio. Anzi, è stato favorito dall’edificazione vicina di un moderno auditorium, su progetto dell’architetto Shigeru Ban, dono del governo giapponese. E, per di più, contro ogni aspettativa, il numero di studenti è aumentato e con loro anche il bisogno di spazi più ampi.
Un’interessante proposta per il futuro “culturale” della città era stata fatta nel 2011 da Bruno Carioti, a quel tempo direttore del Conservatorio: creare una “Città della Musica” nell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio, una zona molto grande, sufficiente per ospitare tutte le associazioni musicali aquilane e anche un auditorium di almeno 500 posti. Un progetto ambizioso, forse troppo, visto che sono passati quasi nove anni dalla costruzione della sede provvisoria e c’è ancora silenzio sulla sede definitiva.
Ad accrescere la cultura aquilana ha contribuito anche la nascita del Liceo Musicale, scuola di secondo grado entrata a pieno regime nell’anno scolastico 2014/2015. Esso, pur essendo uguale agli altri licei nelle materie curriculari, è molto diverso in quelle specifiche che ne caratterizzano il corso di studi: la musica, la teoria e storia della musica, lo studio di uno o più strumenti musicali, le esercitazioni orchestrali o corali e le tecnologie musicali. Il Liceo Musicale offre quindi un’esperienza di crescita particolare, indirizzata alla musica, sì, ma che non tralascia le altre importanti discipline: il musicista dev’essere anche colto.
Importanti novità ci saranno a partire dall’anno scolastico 2018/2019: inizieranno i corsi del Liceo Coreutico, insieme al già esistente indirizzo musicale del Convitto Nazionale “Domenico Cotugno”, e ad Avezzano, all’interno dell’Istituto tecnico commerciale “Galileo Galilei”, aprirà il Liceo Musicale, a disposizione di tutti i marsicani appassionati di musica.
Eleonora Di Marco
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