Da Israele per imparare ad affrontare le emergenze

12 Luglio 2017

Una delegazione della Protezione civile straniera ha incontrato Lolli e Biondi «Temiamo di più un attacco missilistico, ma siamo per la prevenzione sismica»

L’AQUILA. Una delegazione della National emergency management authority (Nema), la protezione civile israeliana, e del governo israeliano è in missione all'Aquila per valutare lo stato di ricostruzione post-sisma 2009 e per acquisire elementi di conoscenza relativamente al sistema nazionale e regionale di protezione civile. La delegazione, formata da esponenti del governo e dei dicasteri israeliani degli Interni, Emergenza, Costruzioni, Energia, Sicurezza Sociale, Sanità, Istruzione e Difesa, che si occupa, quest'ultimo, anche di Protezione Civile, ha dapprima incontrato il vicepresidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, e successivamente il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi. Gli esperti israeliani sono reduci da una serie di sopralluoghi effettuati nei centri maggiormente colpiti dal terremoto del Centro Italia del 2017 e si sono mostrati particolarmente interessati a conoscere la filiera di coordinamento che la Protezione civile mette in campo in occasione di calamità naturali di grande portata come quella dell'Aquila del 2009. In Israele esistono oltre 100mila edifici realizzati con un’altezza superiore a 3 piani che sono giudicati a rischio e sui quali si concentrerà l'attenzione dello Stato israeliano con un programma di messa in sicurezza che sta per essere messo in campo, «anche se», ha commentato uno dei componenti della delegazione, «il rischio di un attacco missilistico in Israele è più alto del rischio sismico». Nel corso dell'incontro i membri della delegazione hanno chiesto informazioni sulle principali fasi di soccorso e di assistenza alla popolazione nell'immediato post-sisma del 2009. Lolli ha detto che la ricostruzione dell'Aquila e del cratere sta procedendo con ritmi scanditi dall'entità dei danni subiti e dalla rilevanza numerica e strutturale del patrimonio edilizio storico, monumentale e vincolato interessato.
«L'Italia», ha sottolineato Giovanni Lolli, «è diventata bravissima a riparare i danni, ma ora dobbiamo diventare ancora più bravi a prevenire i danni prima che il terremoto colpisca ancora, perché da noi i terremoti accadono frequentemente. Negli ultimi 50 anni, i terremoti, oltre alle perdite irreparabili di migliaia di vite umane, hanno causato danni al patrimonio edilizio pubblico e privato per oltre 200 miliardi di euro: prevenire piuttosto che riparare i danni, è diventata una priorità non più rinviabile». Nel corso dell'incontro Lolli ha anche annunciato l'avvio di un programma di messa in sicurezza degli oltre 1.200 edifici scolastici della regione, che si avvale di un investimento di 222 milioni di euro di fondi regionali, ai quali si aggiungeranno altri 150 milioni di fondi nazionali.
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