Da Rocca di Cambio al capoluogo sboccia la primavera dell’Aquila

16 Maggio 2021

L’attesa è finita: oggi tappa da Castel di Sangro allo sterrato di Campo Felice, domani in piazza Duomo I sindaci raccomandano mascherine e distanziamento per assistere al passaggio della competizione

L’AQUILA. Dall’asfalto-biliardo della galleria di Serralunga allo sterrato di un chilometro e 600 metri degli impianti di risalita. Ma non andranno in seggiovia – funzionanti e aperti al pubblico gli impianti della Brecciara e di Campo Felice, come annunciato dalla società di gestione – i corridori che approderanno nell’Aquilano, nel territorio comunale di Rocca di Cambio, a conclusione della nona tappa, interamente abruzzese, della 104ª edizione del Giro d’Italia. La raccomandazione dei sindaci («mascherine e distanziamento») metterà a dura prova l’entusiasmo degli appassionati. Gennarino Di Stefano (Rocca di Cambio) spala la neve e apre gli impianti. Il vicino di casa Mauro Di Ciccio (Rocca di Mezzo) risponde con un enorme fenicottero rosa allestito dal team della Festa del Narciso ancora frenata dal Covid.
SI GIRA. Castel di Sangro- Campo Felice Rocca di Cambio, di 158 chilometri, è il tappone appenninico per eccellenza. È la tappa attesa da tutti i corridori che puntano alla conquista del Giro per salite da affrontare e dislivello di ben 3.400 metri da mettere nelle gambe. La partenza da Castel di Sangro è inedita nella storia del Giro con ritrovo alle 10,55 in corso Vittorio Emanuele, la sfilata a turno delle squadre partecipanti, la partenza ufficiosa alle 12,15 e il via agonistico della tappa alle 12,25 dopo un trasferimento di 4.800 metri per uscire dal centro di Castel di Sangro. La pianura è una chimera, da queste parti. Lungo il tracciato che unisce l’Alto Sangro a Campo Felice gli atleti troveranno pendenze severe, salite dure e molto lunghe collocate in cima ai (ben quattro) gran premi della montagna di Passo Godi (1.556 metri), Forca Caruso (1.107), Ovindoli (1.457 metri) e Campo Felice (1.655). A movimentare la corsa anche i due traguardi volanti di Celano e Rocca di Cambio paese. La resa dei conti finale sull’ascesa conclusiva di sei chilometri che porta all’inedito traguardo della stazione sciistica di Campo Felice, con gli ultimi 1.600 metri lungo una strada sterrata, promette immagini d’altri tempi. Ci sono pendenze che negli ultimi 500 metri toccano punte del 14%. L’arrivo tra le 16,40 e le 17,15.
I PRECEDENTI. Rocca di Cambio è già stata sede di quattro arrivi di tappa della Corsa Rosa: 1965 con la vittoria di Luciano Galbo, 1966 col tedesco Rudi Altig, 1968 con lo spagnolo Luis Pedro Santamarina e 2012 con Paolo Tiralongo (ultimo corridore italiano in ordine di tempo a vincere una tappa del Giro in Abruzzo). Il suo fu uno sprint tiratissimo sul compianto Michele Scarponi, L’Aquila di Filottrano, che è volato più in alto di tutti nel 2017.
DOMANI ALL’AQUILA. E domani la carovana rosa ripartirà dall’Aquila, città di tappa che sarà attraversata – da piazza Duomo a Collemaggio e poi, lungo via Caldora, via Strinella, viale della Croce Rossa, viale Corrado IV e statale 17 Ovest – dai corridori diretti a Foligno, dove giungeranno al termine dei 139 chilometri del percorso. La corsa rosa troverà una città sostanzialmente risanata dalle ferite del sisma e desiderosa di ritrovarsi per una primavera aquilana che, ora, può finalmente sbocciare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA