Da Sassa a Roma: la manager aquilana elogiata da Renzi

Silvia Galgani, 32 anni, è la titolare della catena Gsg. Ha incantato il pubblico all’assemblea Confcommercio
L’AQUILA. Imprenditrice, 32 anni, aquilana. Silvia Galgani, titolare dei Gsg di Sassa e Pizzoli, è la giovane rappresentante della Confcommercio che ha “stregato” il premier Matteo Renzi. E non solo per la sua avvenenza. Il discorso, pronunciato a Roma, all’assemblea nazionale della Confederazione commercianti, davanti a 4mila delegati, ha colto nel segno. Il cuneo fiscale, la liberalizzazione del commercio, L’Aquila e il post-sisma: un richiamo esplicito al Governo «a intervenire a sostegno della categoria», che ha strappato applausi a man bassa e un bacio da parte del premier, finito su tutte le tv nazionali.
Silvia, ci racconti come è iniziata questa esperienza?
«Due settimane fa sono stata contatta da Angelo Liberati, rappresentante della Fida, e da Celso Cioni, il nostro direttore regionale. Sono entrata in Confcommercio nel 2012, nella squadra dei Giovani imprenditori, ma la proposta di rappresentare L’Aquila e il panorama commerciale locale alla convention della Confcommercio, alla presenza del premier Renzi è arrivata decisamente a sorpresa. Sedevo accanto a nomi importanti del mondo imprenditoriale nazionale. Non ero l’unica donna, ma certamente la più giovane».
Nel suo discorso di apertura, che ha molto colpito il presidente del Consiglio, ha parlato dell’Aquila e dei problemi del post-terremoto.
«In realtà sono partita da lontano. Dai giovani italiani, che non sono tutti bamboccioni, ma hanno cultura e voglia di fare, di mettersi in gioco. E vogliono investire nel loro Paese. Ma servono più opportunità concrete. Il secondo tema toccato è stato quello del cuneo fiscale che strozza l’imprenditoria e danneggia, soprattutto, le piccole e medie imprese. Poi, ho affrontato l’argomento che più mi stava a cuore: la mia città, le difficoltà legate alla ripresa economica nel post-sisma, la mancanza di posti di lavoro e di finanziamenti mirati e misure specifiche che possono accompagnare la ripresa delle aziende locali, quelle che generano occupazione».
A questo punto, cos’è accaduto?
«Renzi è salito sul palco, mi ha stretto la mano e si è complimentato con me per il discorso appena pronunciato. Lo ha fatto pubblicamente facendo più volte riferimento, nel suo intervento, alle richieste che avevo appena avanzato e alla situazione dell’Aquila, che il Governo continua a seguire da vicino. Mi sono sentita orgogliosa per aver dato voce a tanti commercianti della mia città».
E il bacio a fine discorso?
«I riflettori si sono accesi più su questo episodio che sulle reali problematiche del commercio e di una realtà che vive, a distanza di sette anni, ancora il dramma del terremoto. È vero, Renzi, alla fine del suo discorso, è venuto verso di me, che ero seduta sul palco insieme agli altri relatori. Mi ha fatta alzare e mi ha baciata. Ma il messaggio che voglio far passare è che, prima dell’aspetto fisico, contano capacità e qualità professionali, soprattutto in una donna».
Una laurea in Economia dei mercati, uno stage in Olanda e un’importante esperienza con le Generali, a Roma. Ha lasciato tutto per tornare all’Aquila. Perchè?
«Ho studiato all’Università Tor Vergata di Roma, dove mi sono laureata con 110 e lode. Stavo per partire per un importante dottorato di ricerca in America, ma il 6 aprile 2009 è accaduto il disastro. Non potevo abbandonare tutto: ho scelto la mia città, il mio lavoro. Mi sono licenziata dalle Generali e ho preso in mano l’azienda di famiglia, a Sassa, insieme a mio fratello Tullio e ai miei cugini, Rubina e Rinaldo. Nel 2011 abbiamo aperto anche un secondo supermercato a Pizzoli. È qui che voglio lavorare e far crescere l’attività».
Monica Pelliccione
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