Da Sassa no al parcheggio vicino a San Bernardino

L’AQUILA. Maria Scarsella, cittadina di Pagliare di Sassa, ha scritto al sindaco Pierluigi Biondi per dire no a un silos interrato di due piani a uso parcheggio a ridosso della basilica di San...
L’AQUILA. Maria Scarsella, cittadina di Pagliare di Sassa, ha scritto al sindaco Pierluigi Biondi per dire no a un silos interrato di due piani a uso parcheggio a ridosso della basilica di San Bernardino. Un no è arrivato qualche giorno fa anche da Italia Nostra.
«La giunta del Comune dell’Aquila», scrive Scarsella, «ha annunciato che in due mesi inizieranno i lavori per la realizzazione di un silos di due piani da adibire a parcheggio nei pressi della basilica di San Bernardino. È vero che la città ha bisogno di parcheggi, ma ci sono altre soluzioni. Ecco allora la mia idea: il centro storico dell’Aquila è un unicum chiuso ancora nelle sue mura, le periferie aquilane, ormai non più di pregio a causa della costruzione di diciannove piccole città post-terremoto, sono attaccate al perimetro storico della città e proprio lì si potrebbero creare le nuove aree parcheggio. A Ovest, nella località detta Contrada Sant’Antonio, c’è la possibilità – oltre all’area parcheggio – di prevedere una fermata per autobus di linea e una sosta per i tassisti relegati adesso in qualche decina di metri; oggi c’è una fermata caotica e che umilia una città capoluogo di regione. Sempre a Ovest c’è la caserma Pasquali: perché non sottoporla a uno studio per verificare le sue possibilità di sviluppo a sostegno delle necessità cittadine? E ancora: perché non si fa un parcheggio sotterraneo a ridosso dell’entrata a Ovest della città, nell’area oggi sostitutiva del mercato di piazza Duomo? Le stesse possibilità le offrono le periferie sotto Porta Napoli e a Est della città. Per raggiungere il centro storico, che dista da qualsiasi periferia aquilana soltanto qualche centinaia di metri, si potrebbe scegliere un servizio di navette elettriche con un transito continuo».
«Le varie istituzioni devono dialogare e tornare ad amare una città per troppo tempo lasciata sola», conclude Scarsella.(g.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

