Da Seneca alla matematica: le sfide dei giovani aquilani

Facce rilassate all’uscita da scuola, alle spalle lo spauracchio dell’ultimo scritto I racconti dei ragazzi che pensano già all’esame orale e ai progetti per il futuro
L’AQUILA. Latino per il Liceo Classico, matematica per lo Scientifico, impianti per alcuni indirizzi delle industriali e poi informatica: queste le materie per gli studenti impegnati nell’esame di maturità, che ieri mattina dovevano affrontare la seconda prova scritta. Una seconda prova che, a sentire i ragazzi, era considerata un vero e proprio spauracchio. E invece, nei capannelli all’uscita delle scuole, sembra che tutto sommato non ci siano state troppe difficoltà.
Gli studenti del Classico si sono trovati a dover capire Seneca. «Il senso del testo era tutto sommato comprensibile», racconta Simone D’Archivio, 5°C Liceo Classico. «Però sulla grammatica non sono troppo sicuro». «Siamo un po’ tutti sulla stessa barca», gli suggeriscono gli amici da dietro, «e in effetti nessuno su Seneca sembra aver avuto intuizioni migliori». «Pensavo peggio», racconta Valeria Palermo, «però guardando la traduzione corretta che è uscita su Internet, la mia non sembra così orribile». Per lei il futuro dice Trento, studi internazionali.
«Ci hanno graziato», racconta Marco Maurizio, 5°A chimica all’Itis. «Io avevo studiato parecchio, però l’esercizio mi sembrava abbastanza semplice». Alessandro Dox, anche lui quinta chimica: «Pensavo peggio, l’impianto non era difficilissimo, un esame tranquillo». L’intenzione per il futuro è quella di andare a Biotecnologie, che, pur non essendo a numero chiuso ha comunque un test d’ingresso. «Appena fatto questo mi vado a informare». Federico Cocciolone, della stessa classe, si aspettava peggio. «Era fattibile». Ha un obiettivo, entrare in accademia militare.
Emanuele Susmeli, 5°F Liceo Scientifico: «Sono riuscito a fare tutto, problema e quesiti. Anche se era molto difficile». I suoi propositi per il futuro sono molto ambiziosi: Ingegneria aerospaziale a Pisa». Se a sorreggerlo sarà la stessa forza di volontà della zia Alessandra, campionessa di pattinaggio e primatista mondiale nella 42 chilometri, ogni traguardo è possibile. A pochi metri di distanza, in un altro capannello, c’è la fotocopia di Emanuele. «In effetti io sono il gemello, io sono Matteo, 5°A Scienze applicate». Per quanto riguarda il compito: «Era lungo». Per Edoardo Alessio Corrente, 5°A, il compito era «difficile anche se fattibile. Ci ha portato via tempo, ma la matematica allo Scientifico è tosta, non c’è niente da fare». Per Lorenzo Mellone, anche lui dello Scientifico, «era tutto abbastanza difficile, sulla stessa lunghezza d’onda degli esami degli anni pre-Covid». Lo aspetta la Luiss a Roma, Economia e management. Silvia Secheta, informatica: «Per certi versi sembrava semplice, invece c’erano tante cose da ricordare». Andrà a Londra per Lingue orientali, «che non c’entrano niente con l’informatica», dice ridendo. Andreea Casandra, 5°B informatica: «Nelle simulazioni avevamo incontrato qualcosa di simile. Il difficile è stato mantenere la concentrazione per sei ore».
Ora la testa dei ragazzi è già alla sfida più temuta, quella della prova orale.
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