Da tre anni aspetta il riallaccio dell’acqua

Barete, imprenditore non può utilizzare la parte agibile dell’edificio perché non ha risposte dal Comune
BARETE. «Possibile che si riesca a complicare dalle nostre parti una cosa che invece è molto semplice? Cosa devo fare per riavere l’allaccio dell’acqua dopo quasi tre anni dal sisma del 2016?».
L’appello è di Alberto Testa, che risiede a Marruci, una frazione di Pizzoli, ma ha un’attività ricettiva, “Il Mulino”, che ricade nel comune di Barete, di cui è sindaco Leonardo Gattuso. Dopo il terremoto del 2016, una parte dell’antico edificio che una volta era un mulino, è stata dichiarata inagibile. Un’altra parte, invece, è stata dichiarata agibile dal comune stesso di Barete. «Ma da quasi tre anni il Comune mi ha tolto l’acqua anche nella parte agibile e io non posso riaprire l’attività. Sono venuti, a sei mesi di distanza dalle mie ultime sollecitazioni, a fare un sopralluogo. È venuto il geometra Carlo Bolino, distaccato dal Comune dell’Aquila. Nonostante due mie sollecitazioni ad avere copia della relazione dell’Ufficio tecnico dell’esito del sopralluogo, una del 14 febbraio ultimo scorso, e l’altra quattro giorni dopo, del 18 febbraio, e nonostante sia andato personalmente più volte nell’ufficio del geometra Bolino, a oggi non mi è stata data alcuna comunicazione», afferma Alberto Testa.
Così l’imprenditore ha fatto ricorso a uno studio legale, per richiedere formalmente una copia della relazione del sopralluogo. Questo il 6 febbraio scorso. Ma né il comune di Barete, né tanto meno il geometra Bolino, hanno finora risposto alla ulteriore sollecitazione, questa volta a firma dello studio legale dell’avvocato Luana Marrone.
«È un semplice riallaccio della rete idrica e non vedo dove possa stare il problema, qualsiasi problema, visto che quella porzione di fabbricato proprio il Comune di Barete ha dichiarato che è agibile», conclude Testa. «Per me è un mancato guadagno, perché quell’edificio non posso utilizzarlo».(v.p.)
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