Dai confederali accuse agli ambientalisti e sostegno agli operai

9 Maggio 2014

Anche Cgil,Cisl e Uil appoggiano la protesta dei lavoratori del Centro turistico del Gran Sasso. «Il problema occupazionale», affermano Paolo Sangermano della Cisl e Michele Lombardo della Uil, «è...

Anche Cgil,Cisl e Uil appoggiano la protesta dei lavoratori del Centro turistico del Gran Sasso. «Il problema occupazionale», affermano Paolo Sangermano della Cisl e Michele Lombardo della Uil, «è strettamente connesso al rilancio dell’intera area, che passa attraverso la realizzazione di nuove infrastrutture e impianti di risalita. Il Ctgs deve impegnarsi a garantire la proroga dei contratti part-time ai dipendenti che lavorano solo nel periodo invernale, ma il problema è ben più vasto. Il piano industriale varato dal Comune deve viaggiare a ritmo serrato, superando l'opposizione delle associazione ambientaliste, che rischia di vanificare gli sforzi compiuti finora per la redazione di un progetto che prevede la realizzazione di nuove infrastrutture e centri di accoglienza, indispensabili per il rilancio del Gran Sasso. Contestare la nuova seggiovia delle Fontari posta, tra l'altro, a poche decine di metri da quella attuale, significa impedire la crescita di Campo Imperatore e di tutto il settore del turismo legato alla montagna». La Cgil ricorda che il Centro turistico sta attraversando una condizione molto delicata e ribadisce «la valenza di scelte tese a dare ai dipendenti degli impianti, penalizzati da contratti a 6 o 10 mesi, l’opportunità di essere impegnati nel settore funivia, carente di organico. Purtroppo, in via del tutto singolare, non vi è stata la disponibilità da parte di tutti a variare la propria postazione di lavoro».