Dal Brasile col trucco, indagati 3 pratolani

17 Dicembre 2019

Si allarga anche in Valle Peligna l’inchiesta dei pm di Isernia sull’immigrazione clandestina arrivata dal Sudamerica

SULMONA. Avrebbero favorito l’immigrazione clandestina a un numero imprecisato di extracomunitari provenienti dal Brasile che, arrivati in Italia come turisti, dopo pochi mesi tornavano a casa come cittadini italiani. Diciassette sono le persone indagate, tra cui il sindaco di Castel del Giudice, Lino Nicola Gentile, un funzionario dello stesso Comune e tre persone residenti a Pratola Peligna, due delle quali ex amministratori comunali. Le accuse, a vario titolo, vanno dalla corruzione in atti d’ufficio al falso ideologico con le aggravanti. Secondo la Procura di Isernia, titolare dell’indagine che è un filone di un’altra più ampia portata avanti dalla Procura di Firenze, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, e in tempi diversi in accordo tra loro, i richiedenti cittadinanza offrivano denaro e altre utilità agli amministratori pubblici al fine di far compiere atti contrari ai doveri d’ufficio e nel caso specifico, rilasciare la cittadinanza per diritto di sangue (jure sanguinis), ai cittadini di origine brasiliana in mancanza della documentazione prevista dalla legge. Ogni cittadino straniero, tramite alcuni intermediari di Roma, avrebbe versato una quota di 300 euro e regalie varie, quali cesti natalizi e casse di vino.
Due dei tre indagati pratolani, padre e figlia, quest’ultima ex assessore comunale, sarebbero invece proprietari dell’albergo di Castel del Giudice dove venivano ospitati i richiedenti cittadinanza e secondo le accuse il padre avrebbe rilasciato una dichiarazione di ospitalità nella sua casa di Pratola mentre i cittadini brasiliani erano invece ospiti a Castel del Giudice. Un’inchiesta che ora rischia di allargarsi anche ad altri Comuni della Valle Peligna (si parla di Popoli, Vittorito e Sulmona), i cui amministratori o funzionari avrebbero rilasciato anche qui numerose certificazioni di cittadinanza a brasiliani e brasiliane che sostenevano di avere nonni e bisnonni di origine italiana residenti in quel Comune. Il riconoscimento jure sanguinis della cittadinanza italiana per coloro che risiedono stabilmente in Comuni italiani, avviene quando si dimostra di avere avi cittadini italiani che sono espatriati senza mai rinunciare alla cittadinanza italiana.
Con questa modalità, negli ultimi anni, in decine di paesi e città della penisola, sarebbero diventati cittadini italiani centinaia e centinaia di cittadini brasiliani.
Una delle città dove questo fenomeno ha fatto segnare numeri da record è Rignano sull’Arno, diventata famosa per aver dato i natali a Matteo Renzi e definita dalla Procura di Firenze, quasi una succursale di Rio de Janeiro o San Paolo con almeno una quarantina di brasiliani che sono riusciti, negli ultimi anni, a ottenere la residenza nel Comune.
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