«Dal Comune un favore agli evasori di Piano Case e Map»

25 Gennaio 2019

L’AQUILA. «Un favore agli evasori». Il capogruppo di Articolo 1 in consiglio comunale, Giustino Masciocco, commenta così la decisione della giunta di tenere fuori dal recupero crediti affidato, con...

L’AQUILA. «Un favore agli evasori». Il capogruppo di Articolo 1 in consiglio comunale, Giustino Masciocco, commenta così la decisione della giunta di tenere fuori dal recupero crediti affidato, con una delibera, all’Agenzia Entrate-Riscossioni, i morosi del Progetto Case e dei Map. Sfruttando la legge statale che ha sciolto Equitalia lasciando agli enti locali la possibilità di scegliere le modalità di riscossione – per via diretta, attraverso accordi con società accreditate o mediante l’Agenzia delle Entrate-Riscossioni – l’amministrazione ha optato proprio per quest’ultima, anche in virtù degli interessi ragionevoli applicati alle cartelle, oscillanti tra il 3 e il 6%. Tra entrate tributarie (Imu, ex Ici, Tari, ex Tares, ex Tarsu, ex Iciap) ed extratributarie (Cosap, ex Tosap, Cimp ed ex Icp), più altre somme relative ad altri tipi di sanzione, il Comune ha qualcosa come 11 milioni e 337 mila euro di crediti da riscuotere. «Parliamo», ha spiegato Masciocco, «di importi già mandati a ruolo, presenti nei residui attivi del bilancio». Cifre alle quali bisogna aggiungere altri 500mila euro di importi ancora da iscrivere a ruolo e riferiti all’ultimo triennio. L’anomalia, ha accusato Masciocco, sta nel fatto che la giunta aveva già approvato, nel giugno 2018, una delibera, firmata dall’allora assessore al Bilancio Anna Lisa Di Stefano (quella del 14 gennaio porta invece la firma di Biondi, che detiene l’interim da quando le ha tolto le deleghe), con la quale affidava “la riscossione coattiva delle entrate comunali all’ente nazionale Agenzia Entrate-Riscossioni”, includendo nel provvedimento anche il recupero dei canoni (1 milione) e dei consumi (11 milioni) non pagati dagli assegnatari Case e Map. Invece, nella delibera del 14 gennaio (che non ha annullato la precedente: «Un vecchio trucco», ha osservato Masciocco, «la vecchia resterà chiusa in un cassetto e lì morirà»), questi crediti sono stati stralciati. Per il loro recupero, ha accusato Masciocco, «non si utilizzeranno i mezzi che la legge ha concesso all’Agenzia Entrate-Riscossioni, come il ricorso alle banche dati pubbliche e i pignoramenti sui conti correnti, come accade per gli altri cittadini morosi, ma gli attuali sistemi, che hanno dimostrato di non poter incidere più di tanto. Evidentemente», ha concluso Masciocco, «i consiglieri di maggioranza, preoccupati dall’effetto che il recupero coattivo di queste somme avrebbe prodotto in campagna elettorale, non se la sono sentita di produrre un tale provvedimento». (ro.ci.)