Dal folk alla canzone come verso poetico

17 Dicembre 2016

«Cresciuto tra i saggi ignoranti di montagna, che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia… » (da Addio, Stagioni, 2000). Il cantautore è nato a Modena, il 14 giugno 1940, felice di essere...

«Cresciuto tra i saggi ignoranti di montagna, che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia… » (da Addio, Stagioni, 2000). Il cantautore è nato a Modena, il 14 giugno 1940, felice di essere nato lo stesso giorno di Che Guevara. Di lì a poco, suo padre fu chiamato alle armi; questo evento costrinse il piccolo Francesco ad andare a vivere con la madre presso i nonni paterni, a Pàvana, sull’Appennino tosco-emiliano. È ritenuto fra i più importanti e popolari cantautori, il suo debutto ufficiale risale al 1967 con l’LP Folk beat, ma già nel 1959 aveva scritto le prime canzoni rock ’n’ roll. I testi dei suoi brani vengono spesso assimilati a componimenti poetici, denotando una familiarità con l’uso del verso, tale da costituire materia di insegnamento nelle scuole come esempio di poeta contemporaneo. Oltre all’apprezzamento della critica, Guccini riscontra un vasto seguito popolare, venendo considerato da molti il cantautore “simbolo”, a cavallo di tre generazioni. La sua risaputa vicinanza alla sinistra italiana è stata in più occasioni ripresa dalla stampa in maniera più o meno critica. Lo stesso Guccini esprimerà, nella celebre L’avvelenata, il suo pensiero sui rapporti tra le canzoni e l’azione politica: «Però non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia». Egli stesso, come il suo amico e cantautore italiano De Andrè, si definisce anarchico ma anche socialista di matrice liberale. Le serate di Avezzano sono state organizzate dall’associazione Harmonia Novissima e dal Comune . Ludovica Franchi