Dal Parco Gran Sasso via libera al piano per gestire i cinghiali

17 Maggio 2021

L’AQUILA. Il consiglio di direttivo del Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga ha di recente approvato il “Piano di gestione del cinghiale”. Via libera anche al “Regolamento per la gestione...

L’AQUILA. Il consiglio di direttivo del Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga ha di recente approvato il “Piano di gestione del cinghiale”. Via libera anche al “Regolamento per la gestione della popolazione del cinghiale tramite cattura e abbattimento selettivo”.
«La redazione di un piano di gestione del cinghiale nel parco», si legge nella relazione introduttiva, «trova prioritaria motivazione nelle finalità di conservazione degli equilibri ecologici e di salvaguardia delle attività agro-silvo-pastorali che la legge quadro sulle aree protette attribuisce agli enti parco. Il piano di gestione del cinghiale nasce, dunque, dalla necessità di consentire la prosecuzione delle pratiche agricole e zootecniche tradizionali e di conservare, conseguentemente, gli agro ecosistemi del Parco. In ottemperanza di quanto previsto da tutte le deliberazioni precedenti il piano è finalizzato anche a ottenere una significativa diminuzione dei danni arrecati dai cinghiali al patrimonio agricolo, attraverso azioni di prevenzione e di contenimento demografico della popolazione di cinghiale nelle aree del parco dove vengono ancora condotte attività agricole e zootecniche. In un contesto faunistico quale quello del parco, il manifestarsi di una certa quota di danno alle colture è da considerarsi un fatto fisiologico quindi il piano di gestione, piuttosto che prefiggersi un’improbabile eliminazione totale dei danni, intende più realisticamente perseguire l’attenuazione del conflitto a livelli tollerabili. In altri termini, si pone l’obiettivo di tendere al raggiungimento di una sorta di equilibrio agroecologico, vale a dire una situazione di equilibrio dinamico sostenibile tra l’ammontare dei costi sociali ed economici del danno alle colture – in termini sia di indennizzo che di prevenzione – e una consistenza di popolazione dei cinghiali sufficiente al mantenimento del ruolo ecologico della specie nell’ecosistema protetto. L’implementazione delle metodiche e delle tecniche di prevenzione dei danni e di contenimento della popolazione verrà attuata nel rispetto delle finalità di conservazione della funzionalità degli ecosistemi, che costituisce prioritaria finalità dell’Ente. Il piano si caratterizza anche per gli aspetti partecipativi, prevedendo il coinvolgimento delle aziende agricole». (g.p.)
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