Dal Portogallo i banchi anti-contagio

16 Settembre 2020

Arrivato il carico per la scuola elementare di Coppito. Il viceministro Ascani all’inaugurazione della struttura di Arischia

L’AQUILA. Arriva dal Portogallo la prima dotazione di banchi monoposto per le scuole aquilane. Il lungo viaggio del tir partito dal Paese che affaccia sull’oceano si è concluso ieri mattina a Coppito, dove è stato depositato il carico di arredi anti-Covid per i 110 alunni dell’elementare che ha sede nella frazione. Come da richiesta di Gabriella Liberatore, la dirigente del circolo Amiternum di cui fa parte la scuola elementare appena rifornita, sono stati consegnati 70 banchi per gli alunni di terza, quarta e quinta.
SCARICO COMPLESSO. L’operazione, però, è risultata più difficile del previsto. Il tir, infatti, non riusciva a manovrare tra le vie strette del centro del paese per arrivare all’edificio scolastico. Non è andato a buon fine anche il tentativo di depositare il materiale nel parco di Murata Gigotti, per cui la dirigente ha chiesto l’intervento del Comune. Sul posto è stata mandata una delle ditte ingaggiate in questo periodo per i traslochi nelle diverse strutture scolastiche e con l’utilizzo di un mezzo più piccolo è stato possibile organizzare il trasporto e la consegna. Prezioso è stato l’aiuto da parte dei volontari della Pro loco di Coppito che hanno scaricato i nuovi banchi e portato fuori quelli vecchi. La scuola elementare del paese non ha bisogno di altri arredi. «Per le classi prima e seconda», sottolinea la dirigente, «abbiamo già in dotazione banchi più grandi».
AULE IN PIÙ. Quelli che servono sono maggiori spazi per l’attivazione della quarta sezione. La soluzione è rappresentata dall’affidamento alla scuola dell’Ape Tau, l’ex asilo nido di Coppito, struttura avveniristica realizzata dopo il terremoto ma chiusa dal 2015 e da allora rimasta inutilizzata. «Non si può utilizzare in toto», spiega la dirigente che ha visitato l’edificio preso di mira anche dai vandali, «sono necessarie riparazioni e migliorie, ma per l’affidamento dobbiamo anche stilare una convenzione con il Comune». L’intesa verbale con l’amministrazione c’è: va concretizzata in atti. Del circolo Amiternum fanno parte anche le due nuove strutture scolastiche in allestimento e che devono essere attrezzate con i nuovi banchi. Arriveranno, secondo i tempi indicati da Liberatore, tra domani e venerdì. Alla Mariele Ventre di Pettino, che dovrebbe essere completata entro fine ottobre, ne saranno consegnati circa 550 e a quel punto ne mancheranno un centinaio per il Musp che continuerà a ospitare sei prime e due sezioni della materna ex Cansatessa. Con il prossimo carico, invece, saranno consegnati i cento banchi necessari alla scuola di Arischia, che entrerà in funzione giovedì prossimo.
VISITA ISTITUZIONALE. Ci sarà anche il viceministro all’Istruzione Anna Ascani all’inaugurazione della nuova struttura. A ufficializzare la sua presenza è il sindaco Pierluigi Biondi. Il primo cittadino esprime compiacimento per la decisione della rappresentante del governo di accettare l’invito alla cerimonia. «Avremo anche l’occasione per aggiornarla», afferma, «sullo stato dell’arte della ricostruzione dell’edilizia scolastica». Biondi coglie l’occasione per una valutazione, pubblicata in un avviso sulla sua pagina Facebook, legata all’intervento. «Riaprire una scuola a undici anni dal sisma, da un lato evidenzia la sconfitta di un sistema che non ha saputo trovare correttivi a un sistema di appalti di opere pubbliche caratterizzato da eccessive lungaggini», sottolinea, «ma da qualche tempo c’è stata una decisa accelerazione nelle procedure, grazie alla struttura commissariale insediata in Comune e istituita utilizzando le opportunità inserite nel decreto legge sulle scuole». L’intervento è costato poco più di due milioni. «Il mio auspicio è che il taglio del nastro della prima scuola ricostruita dopo il sisma all’Aquila avvii una lunga serie di questa nuova stagione», sottolinea il direttore generale dell’Usr Abruzzo Antonella Tozza, «stanno finalmente sorgendo nuovi plessi sicuri e accoglienti che potranno essere al servizio dell’intera comunità come lo sarà la scuola di Arischia».
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