Dal teatro alla biblioteca: simboli che non rinascono

5 Aprile 2022

L’Usra ha terminato il 60% dei lavori. Gli altri luoghi del cuore restano al palo

L’AQUILA. A 13 anni dal sisma c'è uno spaccato di città che resta immobile. Quasi come se il tempo si fosse fermato. È la ricostruzione pubblica che arranca, quella dove appalti, ricorsi, pastoie e lungaggini burocratiche dilatano l'apertura dei cantieri, nonostante gli sforzi dell'Usra, l'Ufficio speciale per la ricostruzione dell'Aquila, che ha portato al 60 per cento sul totale degli interventi il margine dei lavori conclusi. E che, grazie ad una recente convenzione con il Segretariato regionale, farà partire altri 15 interventi in altrettante chiese. Ma ci sono dei simboli del “non ricostruito” che pesano sulla comunità aquilana: l'ex liceo Classico, la Biblioteca Salvatore Tommasi, il Convitto nazionale, l'ex sede della Camera di commercio, il Teatro comunale, palazzo Margherita e la Cattedrale di San Massimo. Solo per citarne alcuni. Edifici storici e simboli di socialità dove i lavori di ricostruzione procedono ormai da tempo o dove si è ancora in fase di progettazione o appalto. Per nessuno di questi, è avvenuto il taglio del nastro.
QUARTO CANTONE
È tra le "ferite fisiche" più evidenti del sisma, forse per la collocazione in pieno centro storico o per la caratura dell'intervento di ristrutturazione che ha un valore complessivo di 40 milioni di euro: un aggregato che abbraccia quattro enti, la Biblioteca provinciale Tommasi, oggi regionale, la sede della Provincia e del Liceo Classico, l'ex Convitto e la Camera di commercio dell'Aquila divenuta, nel frattempo, Camera di commercio del Gran Sasso. I lavori del primo lotto di intervento, da 15 milioni di euro, sono stati affidati provvisoriamente, a giugno scorso, dal Provveditorato alle Opere pubbliche alla Cobar spa di Altamura (Bari). Ma il cantiere del cosiddetto Quarto Cantone a oggi ancora non è stato aperto e rischia una battuta d'arresto: più di una delle 38 ditte escluse, infatti, ha minacciato ricorsi. Un passaggio che allungherà la contrattualizzazione e l'avvio dei lavori. Il primo lotto prevede l’intervento su due attività commerciali su corso Vittorio Emanuele, sulla chiesa della Concezione, sulla sede della Camera di Commercio, sullo storico locale Eden, sui portici esterni di corso Umberto e corso Vittorio Emanuele, sull’ingresso al cortile principale originariamente utilizzato dal Convitto e, infine, sulla scala di accesso alla biblioteca.
TEATRO COMUNALE
La riapertura al pubblico non ci sarà prima del 2023, a 150 anni dal primo ballo in maschera con cui si inaugurò la struttura. Ma forse si andrà anche oltre. È del 12 marzo scorso la notizia della pubblicazione del bando per l’individuazione del coordinatore della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione dell'ultima tranche dei lavori. Tra maggio o giugno 2022 dovrebbero essere avviate le procedure di gara, con apertura del cantiere entro l'estate, così da completare l'opera entro il prossimo anno. La progettazione dell’ultimo lotto comprende interventi strutturali, il miglioramento sismico, l’apparato scenotecnico e impiantistico. Il rifacimento del teatro è costato circa 7 milioni di euro. Durante la ristrutturazione dell'edificio è stato riportato alla luce un fondale del palcoscenico risalente al 1820.
PALAZZO MARGHERITA
Aperto nel 2016, il cantiere di palazzo Margherita è una sorta di "fabbrica di San Pietro": dopo sei anni i lavori sono ancora in corso e l'inaugurazione, più volte annunciata, è slittata nuovamente. 11 milioni di fondi pubblici e privati per restituire agli aquilani uno dei simboli della città, sede, fino al 6 aprile 2009, della municipalità. Il Comune vorrebbe fissare la cerimonia prima delle elezioni amministrative e riaprire l'edificio, che porta il nome di Margherita d'Austria, in concomitanza con l'ultima seduta del consiglio comunale. Affidati al raggruppamento temporaneo di imprese, composto dall’aquilana Digimastri e dalle campane Samoa e Sepe, i lavori sarebbero dovuti terminare nel 2019, ma imprevisti tecnici e burocratici, uniti ai ritrovamenti archeologici al piano terra, hanno fatto slittare l'inaugurazione prima al 2021, poi alla primavera di quest'anno. La Torre civica, che ha subìto un successivo spostamento rispetto al terremoto del 2009, sarà oggetto di un secondo intervento.
SAN MASSIMO
In corso anche la ristrutturazione della cattedrale di San Massimo, un appalto da 10 milioni di euro. Il progetto per la ricostruzione del Duomo ha avuto un percorso travagliato. Era stato messo a punto quando le norme consentivano di considerare le chiese come parte di aggregati privati, ma nel 2013 la normativa è cambiata. E sono stati necessari altri passaggi tecnico-normativi fino alla conclusione dell’iter autorizzativo. Ma per la conclusione ci vorranno anni.
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