Dall’aglio rosso un infuso curativo
Ripreso da una ricetta del ’300, aiuta a frenare malattie respiratorie
SULMONA. L’aglio rosso di Sulmona contro l’influenza e le malattie respiratorie. Lo scoprirono i monaci celestiniani più di 800 anni fa quando riuscirono a creare un infuso immergendo un quantitativo di aglio rosso in un liquido con altre erbe, per una quarantina di giorni. Infuso che i frati usavano in autunno come antidoto contro virus influenzali e raffreddori. Era talmente efficace che lo hanno tramandato fino a quando è finito nelle sapienti mani delle suore Francescane dell’ordine di Barbara Micarelli dell’Istituto Santa Maria degli Angeli dell’Aquila. Le suore lo utilizzavano per loro e lo somministravano anche alle collegiali nel convento. E durante il lockdown, una di quelle ragazze, oggi titolare di un liquorificio, ha ricordato quel periodo in cui lei non si ammalava mai, anche grazie alla cura che le veniva “imposta” dalle suore, sgradevole per il sapore dell’aglio ma efficace. «Faceva bene alla salute», afferma l’imprenditrice sulmonese Elisa Di Giovanni, «e nei giorni di lockdown, guardando la Tv e vedendo tutte quelle situazioni drammatiche mi è tornata alla mente la cura che facevo quando ero in collegio per prevenire i malanni. Così ho pensato che quella ricetta di suor Angela potesse essere trasformata in una cura a disposizione di tutti». Lavorando nel suo liquorificio è riuscita a riprodurre l’infuso dei monaci celestiniani, che già ha attirato l’attenzione di un’azienda omeopatica, e si sta attivando per la diffusione commerciale su larga scala del prodotto, inventato dai religiosi ma oggi recuperato e rilanciato a Sulmona. (c.l.)
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