Dalle accuse di immobilismo alle mancate promesse elettorali

28 Giugno 2018

L’AQUILA. Di diverso avviso, naturalmente, le forze politiche che da un anno sono all’opposizione.STEFANO PALUMBO (PD). «La colpa più grande che si può attribuire a Biondi e alla sua amministrazione...

L’AQUILA. Di diverso avviso, naturalmente, le forze politiche che da un anno sono all’opposizione.
STEFANO PALUMBO (PD). «La colpa più grande che si può attribuire a Biondi e alla sua amministrazione è quella di avere disatteso le grandi aspettative generate in campagna elettorale. Del cambiamento invocato da Biondi, dopo un anno non vi è più traccia. Chiederei ai cittadini cosa è variato nella loro quotidianità dall’amministrazione Cialente. Fino a quanto si può pensare di distrarre i cittadini con la guerra ai suk e alle elemosine davanti i supermercati (entrambe perse) o con proposte bizzarre come quella degli alberelli in piazza Duomo? La città inizia a pagare l’immobilismo amministrativo e alcuni meccanismi si sono inceppati davvero tipo quello della ricostruzione. Ma il problema più grande su cui la città rischia di pagare il prezzo più alto è la mancanza di visione e di prospettiva».
PAOLO ROMANO (PASSO POSSIBILE). «Ancora oggi non risulta essere presente neanche un atto di revoca delle delibere della precedente amministrazione, chiaramente ancora vigenti, che vedono la costruzione della Sede Unica comunale, con un plafond Cipe di 35 milioni di euro, nell’area dell’ex autoparco in zona stazione ferroviaria, area destinata da Biondi senza nessun atto formale a sede di Protezione civile, rimessaggio mezzi e polizia municipale. Senza atti formali risultano essere anche le intenzioni del sindaco di realizzare la Sede unica nell’area di Collemaggio, dove risulta essere ancora presente il piano di recupero e valorizzazione denominato Parco della Luna, finanziato nell’ambito del Masterplan Abruzzo con 10 milioni di euro. Nella agenda istituzionale di Biondi era chiaro l’ampio spazio dato alla sicurezza delle scuole aquilane. Scuole sicure. Era il 4 luglio 2017, dopo un anno è ancora tutto fermo».
CARLA CIMORONI (AQ CHIAMA). «Chi ha vinto le elezioni facendo facile demagogia sui “meccanismi da rompere”, sta perpetrando esattamente gli stessi malati comportamenti del passato: lottizzazione partitica delle poltrone e favoreggiamento di amici e parenti. Nessuna scuola di competenza comunale è stata ad oggi ricostruita, nonostante i 42 milioni in cassa.. Più di 3.600 bambini e bambine (il 60% del totale) stanno crescendo nei Musp. Disattesa la tanto sbandierata task force, che in cento giorni avviasse le pratiche».
LELIO DE SANTIS (IDV). «Criticità vecchie, rimaste tali: 1) Gran Sasso , senza un’idea di sviluppo e di gestione imprenditoriale; 2) frazioni, trascurate e enza più nemmeno i Comitati di partecipazione; 3) Progetto Case, lasciato nel completo abbandono, con una gestione peggiorata; 4) opere pubbliche bloccate, con un silenzio assordante sui 35 milioni in cassa per la costruzione della sede unica».
ANGELO MANCINI (AQ SIC. LAV.). «Non è stato presentato il piano straordinario per la messa in sicurezza al 100% delle scuole. Nell’immediato dovevano fare la ricognizione degli spazi, disponibili, lo hanno fatto dopo un anno. Del Liceo scientifico sportivo non si ha traccia, mentre non è stato fatto il Mutuo sociale per l’accesso al credito di chi non può. E al Progetto Case e Map ci sono 600 alloggi liberi. E poi dovè la moneta parallela del comprare aquilano? Le Spa: la fusione Ama-Tua era fondamentale, entro il 30 giugno».
ELISABETTA VICINI (DEM. SOC.). «La mancata ricostruzione delle scuole è il vero problema non risolto. La ricostruzione sembrava accelerare, invece procede con le stesse difficoltà e disagi di Cialente. Biondi tiene la città ostaggio con il blocco del bando Progetto Case, assegnando a sua discrezione. Spa: l’ultima, la nomina al Ctgs, è andata a chi ha un contenzioso col Comune».
GIUSTINO MASCIOCCO (ART. 1). «Il fallimento di questo primo anno di governo della città, è ben rappresentato dalla trasformazione di Palazzo Fibbioni da “casa dei cittadini” a “fortino inespugnabile”, dove il sindaco si è barricato con pochi, fidati collaboratori che fanno da scudo alle pressanti richieste dei cittadini. Se parliamo di Bilancio, possiamo dire che nulla è cambiato nella predisposizione degli atti di previsione, inoltre non è migliorata la trasparenza nei confronti degli utenti. Se parliamo di Cultura, l'unica cosa che è cambiata sono gli affidamenti diretti senza alcun avviso pubblico, mentre il relativo regolamento è farina della precedente amministrazione».(v.p.)
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