Daniele e Lorenzo, il sì e il volo in America

4 Agosto 2018

Unione civile, parenti e amici a Palazzo Fibbioni. La storia del ricercatore universitario e dello studente

L’AQUILA. «È il mio compagno, la mia vita, diventerà mio marito oggi, è la mia quotidianità. Quando sarà così per tutti, quando sarà normale, allora non ci sarà più neanche bisogno di farci un articolo».
Dalla voce che quasi trema traspare l’emozione dell’attesa. È felice e ha voglia di urlarlo al mondo, Daniele Visioni, aquilano, ricercatore dell’Ateneo in Fisica dell’atmosfera, qualche ora prima di unirsi civilmente con Lorenzo Luna, di Rieti, laureando in Informatica. Decine e decine di amici, conoscenti e parenti li aspettano a Palazzo Fibbioni, per la “prima volta” nella sede di rappresentanza del Comune. Alcuni sono tornati persino dall’Inghilterra. Daniele e Lorenzo arrivano insieme, con un fiore arcobaleno all’occhiello, quando ormai ha smesso di piovere. Luca D’Innocenzo, loro amico, è stato nominato ufficiale di stato civile delegato dal sindaco per officiare la cerimonia.
«Chi lo avrebbe detto tre anni fa, quando facemmo il corteo con Arcigay a favore delle unioni civili, che oggi all’Aquila avrei celebrato il mio matrimonio? Con Lorenzo ci eravamo appena conosciuti. In questi anni sono cambiate tante cose», commenta Daniele, mentre è in auto alle prese con gli ultimi impegni. Alla radio, che si sente in sottofondo, Fabio Rovazzi con “Volare”. E Daniele è davvero pronto a spiccare il volo, insieme al suo compagno: a ottobre si trasferiranno in America, dove ha ricevuto una importante proposta lavorativa. «Un’occasione che ha accelerato i tempi», dice. «Abbiamo deciso di sposarci anche perché sappiamo che così potremo essere maggiormente tutelati. Lorenzo si laureerà a breve e lascerà tutto per seguirmi». Tanti passi importanti insieme: «È quello che ha detto mia madre», sorride. «Anche per i miei genitori non è stato facile: soprattutto all’inizio, quando a 16 anni ho rivelato il mio segreto. Oggi più che mai penso che uscire alla luce del sole è liberatorio. Ci vuole coraggio, non è facile, ma la vita è troppo breve per nascondersi». E la conferma Daniele l’ha avuta qualche giorno fa: «Mia madre mi aveva detto: “Non me la sento di dirlo a tuo nonno”. Poi un giorno è andata a Navelli e con nonno, 86 anni, ci ha parlato. Lui aveva già capito e ha benedetto la mia scelta. Questo vale per me più di ogni altra cosa». Intanto Rovazzi canta: “Sto volando, prego non mi disturbare”.
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