Danni al prato di Collemaggio: un’altra spesa da undicimila euro

Risistemato e riaperto alcuni giorni prima della Perdonanza. Ecco il preventivo dell’impresa Erano stati investiti 300mila euro per gli interventi dopo la visita del Papa e 70mila per la copertura
L’AQUILA. Ci vorranno altri 11mila euro per sistemare il prato davanti alla basilica di Collemaggio, dopo gli spettacoli della Perdonanza da poco conclusa. Con una determina dirigenziale, il Comune nei giorni scorsi ha affidato il servizio di arieggiatura, spazzolatura, concimazione e taglio dell’erba alla ditta Agroteros di Teramo. La scelta si è resa necessaria nonostante la pavimentazione “salvaprato”, messa in opera per evitare danni al manto erboso ripristinato proprio pochi giorni prima della manifestazione. «Dopo lo smontaggio della pavimentazione, secondo le indicazione del fornitore, il prato ha necessità di essere arieggiato e concimato», spiega il documento. C’è inoltre bisogno della «chiusura di alcune fessurazioni tra i vari rotoli nonché di quattro tagli». La superficie verde davanti a Collemaggio è in totale di seimila metri quadrati. Per il servizio l’impresa «ha rimesso un preventivo di spesa complessivo di 10.850 euro di cui 8.900 per lavori e 1.958 quale importo Iva al 22%», si legge nella determina. Fondi che si aggiungono a quelli spesi per il ripristino del prato dopo la visita di Papa Francesco dell’anno scorso, costato 300mila euro nell’ambito del fondo complementare aree del sisma 2009-2016 del Pnrr, e ai quasi 70mila euro per la copertura relativa alla Perdonanza 2023. Sulla questione nei giorni scorsi era già intervenuta l’opposizione in consiglio comunale. In particolare il Partito democratico ha attaccato: «Si è fatto di tutto per terminare i lavori prima della Perdonanza 2023 e, pur di poter realizzare il palco del Perdono e di avere il prato verde in occasione dei concerti, si sono investiti altri soldi per coprirlo con la plastica, così da non rovinarlo di nuovo. Almeno, questo era stato promesso. Non è andata così. Ci auguriamo davvero si possa intervenire per rinvigorirlo: l’incapacità amministrativa però, la mancanza di programmazione ha comportato l’ennesimo sperpero di risorse».
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