Danni alle colture per le gelate Oggi si parla dei risarcimenti
PRATOLA PELIGNA. Un anno di sacrifici andati in fumo. Le impreviste gelate, registratesi nella notte tra il 25 e il 20 aprile, in cui la temperatura è scesa a 5/6 gradi sotto zero, ha messo in...
PRATOLA PELIGNA. Un anno di sacrifici andati in fumo. Le impreviste gelate, registratesi nella notte tra il 25 e il 20 aprile, in cui la temperatura è scesa a 5/6 gradi sotto zero, ha messo in ginocchio gli agricoltori della Valle Peligna, della Valle Subequana e della piana di Navelli. Le colture più colpite sono stati i vigneti (80%), seguono i frutteti (60%), il grano duro (40%). La Regione, pur riconoscendo che i danni «siano stati ingenti», fa sapere che «per tale evento, in base alla normativa,non ricorrono i presupposti per richiedere il risarcimento dei danni subiti». Ma le migliaia di agricoltori interessati non si rassegnano e, al fine di decidere quali iniziative intraprendere, si sono dati convegno nel pomeriggio, alle 18.30, al teatro comunale di Pratola Peligna. L’incontro è stato promossa dalla Confagricoltura dell’Aquila. Il direttore Stefano Fabrizi spera che la Regione in qualche modo «venga incontro agli agricoltori messi in croce dalle gelate. C'è il rischio, infatti», rileva, «che tanti, non potendo affrontare le spese sostenute, si vedano costretti a chiudere i battenti». Con buona pace di quanti dicono che bisogna puntare sull’agricoltura. (n.m.)
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