Danni da peronospora alle colture Verrà chiesto lo stato di calamità

AVEZZANO. La Regione chiede lo stato di calamità per tutti gli agricoltori che hanno subito danni da peronospora. Non solo il settore vitivinicolo, ma anche quello orticolo, frutticolo, cerealicolo...
AVEZZANO. La Regione chiede lo stato di calamità per tutti gli agricoltori che hanno subito danni da peronospora. Non solo il settore vitivinicolo, ma anche quello orticolo, frutticolo, cerealicolo e florovivaistico saranno inseriti nella lista delle colture per le quali il vicepresidente della Regione Abruzzo con delega all'Agricoltura, Emanuele Imprudente, chiederà al governo lo stato di calamità. Smorza così Imprudente le polemiche dei giorni scorsi per il mancato inserimento dei campi del Fucino distrutti dalla peronospora tra le colture che potrebbero essere risarcite grazie al riconoscimento dello stato di calamità. «Rispediamo, dunque, al mittente i rilievi di chi sostiene che sarebbe stato privilegiato il settore vitivinicolo a scapito di altri», ha precisato Imprudente, «si tratta di argomentazioni prive di fondamento che creano solo confusione e inutili polemiche. Al momento il Governo ha inteso predisporre solo azioni sui danni causati dalla peronospora della vite, ma stiamo lavorando affinché vengano recepite le istanze, anche a sostegno degli altri settori, in particolare di quello ortofrutticolo che ha subito danni ingentissimi. A seguito dei sopralluoghi che si sono susseguiti in tutta la regione, abbiamo verificato l’entità dei danni e ci siamo immediatamente attivati con il ministero dell’Agricoltura per trovare soluzioni e misure adeguate a tutela degli agricoltori».
Imprudente ha spiegato che «l’azione di verifica è stata, sin dal principio, chiara e trasparente e ha interessato tutti i territori, in modo particolare il Fucino, per la qualità e la quantità delle sue produzioni di eccellenza. I dati raccolti che hanno prodotto relazioni puntuali e dettagliate hanno contribuito all’emanazione di un decreto legge che il Governo ha inteso strutturare solo sul settore vitivinicolo». Per il consigliere regionale Giorgio Fedele (M5S) «in questi cinque anni, abbiamo avuto ampia e conclamata dimostrazione del disinteresse di questo governo regionale per le politiche agricole marsicane. Solo chiacchiere e promesse da marinaio, ecco cosa ci ricordiamo: dell’impianto irriguo nel Fucino si sono perse le tracce e non sono stati intercettati fondi significativi dal Pnrr, nessun investimento è stato realizzato per sistemare la viabilità e la manutenzione dei canali. Anche se la lista di cose non fatte è lunga, potremmo, in ultimo, ricordare lo scippo dei sei milioni di euro versati alla Regione dagli imprenditori fucensi per l’acquisto degli impianti del Covalpa». (e.b.)
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