Danni da terremoto, scatta il ricorso al Tar

11 Novembre 2021

Aggregato sulmonese chiede un cambio dell’esito di agibilità e nasce un contenzioso con l’Usrc di Fossa

SULMONA. A 12 anni dal sisma hanno chiesto un cambio dell’esito di agibilità da “A e B” a “E”. Tradotto: contributo da triplicare o quasi. L’aggregato si trova a Sulmona. Quando all’Ufficio speciale di Fossa (Usrc) – che si occupa sia dei Comuni “minori” del cratere che dei Comuni fuori cratere che lamentano danni dal sisma – hanno visto la richiesta l’hanno bocciata. E non solo per il fatto che è stata presentata con circa 12 anni di ritardo ma perché l’Usrc ha fatto un sopralluogo che non ha confermato l’aggravamento del danno come invece lamentato dai privati. I rappresentanti del Consorzio obbligatorio non si sono arresi e hanno fatto ricorso al Tar, sede dell’Aquila, chiedendo in particolare l’annullamento del «provvedimento dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del cratere, nella parte in cui ha comunicato, ai fini della validità della predisposizione e presentazione della domanda di contributo, i seguenti esiti di agibilità: esito B, a fronte di esito proposto E». Dentro lo stesso aggregato il Consorzio chiedeva la classificazione E anche di un’altra porzione che invece dalla scheda “Aedes”, compilata sin dal 6 maggio 2009 quando all’Aquila ancora si contavano i morti, risultava esito A. L’Usrc inoltre ha fatto presente che nel caso del Comune di Sulmona «non ricorrono i presupposti di applicazione del decreto Usrc del 2020 in quanto l’immobile ricade in un Comune fuori cratere del sisma 2009 e non è ricompreso nel cratere sisma Centro Italia del 2016». Se la lettura è corretta significa che da parte del Consorzio è stato pure ipotizzato che gli edifici hanno avuto un aggravamento del danno a causa del sisma dell’agosto 2016 che distrusse Amatrice. La norma sul cosiddetto “doppio cratere” stabilisce aumenti di contributi se si accerta che nel 2016 un edificio ha visto ampliati i danni avuti nel 2009. Norma questa che non vale nemmeno per L’Aquila ma solo per alcuni Comuni della parte nord ovest della città (fra cui Campotosto e Montereale ad esempio). Il Tar per ora non ha preso una decisione chiedendo altri atti per poter fare un approfondimento e in particolare ha chiesto all’Usrc «di depositare il verbale del sopralluogo del giugno 2021 e gli atti istruttori che hanno determinato la divisione dell’edificio in due unità strutturali». La decisione verrà presa nella camera di consiglio del 15 dicembre prossimo. (g.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .