Danni nei campi, Fucino beffato «Abbandonati ancora una volta»

Lobene, presidente Confagricoltura: «Nessuno ci ha ascoltato. Questa Regione distratta e poco attenta» Anche la città di Celano, colpita dalla grandinata, fuori dai sostegni. Natalini (Pd): «Dimenticati»
CELANO. Tra i beneficiari dei fondi erogati dal governo per i danni causati dal maltempo non c’è il Fucino. E nemmeno il resto della provincia dell’Aquila. Al contrario, invece, delle province di Pescara, Chieti e Teramo, alle quali saranno assegnati 4 milioni e 120mila euro per gli eventi meteorologici avvenuti tra maggio e agosto. Per la Marsica e l’Aquilano nulla, nonostante i danni ingenti provocati dalle alluvioni che hanno colpito la piana fucense tra le fine di maggio e l’inizio di giugno. «Una doccia gelata», come l’ha definita Fabrizio Lobene, presidente di Confagricoltura regionale e della provincia dell’Aquila: «Siamo rimasti costernati soprattutto dall’atteggiamento della Regione Abruzzo, più volte sollecitata per fare fronte ai problemi del Fucino». Poi l’affondo nei confronti dell’assessore all’Agricoltura, Emanuele Imprudente: «Si dimostra poco attento alle esigenze del nostro territorio». Escluso dagli aiuti anche il Comune di Celano, colpito da una forte grandinata lo scorso 2 giugno. A denunciarlo è Ermanno Natalini, segretario cittadino del Partito democratico: «È il sintomo evidente di scarsa attenzione del governo al nostro territorio e alle istanze avanzate dalle associazioni di categoria e dagli enti locali».
i danni
La mobilitazione di agricoltori, allevatori e associazioni di categoria era scattata nei giorni successivi alle forti piogge che si sono abbattute sul Fucino la scorsa primavera. Danni ingenti: oltre il 30 per cento in meno di produzione e una perdita complessiva che si aggira sui 50 milioni di euro. A confermare le stime è lo stesso Lobene: «Si tratta di ripercussioni pesanti per il nostro settore, che inficiano sulle quantità del prodotto ma anche sulla qualità. Le perdite sono importanti», ammette, «se si considera che le aziende del Fucino fatturano ogni anni circa 600 milioni. La stagione è stata compromessa». Ma nonostante tutto, dal consiglio dei ministri non arriverà neanche un centesimo: «È la dimostrazione che l’assessore all’Agricoltura è molto poco attento alle esigenze del Fucino e della provincia dell’Aquila», commenta il presidente di Confagricoltura. È stata la Regione, infatti, a inviare al governo il dossier sui danni subiti dal maltempo: la richiesta degli agricoltori fucensi era quella di proclamare lo stato di emergenza, ma l’esecutivo non ha risposto alle sollecitazioni del comparto. «Le nostre richieste sono state inascoltate e spiace ancora una volta constatare come questo territorio sia stato lasciato solo», sottolinea Lobene.
l’emergenza
Oltre ad aver compromesso l’attuale stagione, le perdite accumulate negli ultimi mesi rischiano di avere ripercussioni anche sulla prossima annata. Agricoltura, ma anche allevamenti: a causa maxi perturbazioni l’erba medica, che rappresenta la maggior parte della razione degli animali, non è stata tagliata perché era impossibile entrare nei campi. Il foraggio degli animali, quindi, è in gran parte compromesso. Un’emergenza esplosa soprattutto nell’area dei Piani Palentini, con gli allevatori che avevano chiesto a gran voce lo stato di calamità e aiuti da parte di Regione e governo.
Grandine e temporali
Critiche a governo e Regione mosse anche da Natalini, segretario del Pd di Celano: «L’elenco che riguarda la regione Abruzzo degli interventi deliberati dal governo Meloni è incompleto. Risultano escluse completamente i territori del Fucino con i danni subiti nel comparto agricolo e anche l’intero territorio di Celano. Nello specifico», spiega Natalini, «voglio ricordare la violenta grandinata e il forte temporale che si sono verificati a Celano il pomeriggio del 2 giugno, ingenti sono stati i danni con frane e strade allagate e si è reso necessario anche evacuare 15 persone da due palazzine che hanno riportato danneggiamenti importanti. In quella occasione l’intera città è finita sott’acqua e i danni economici e patrimoniali per cittadini e imprese sono stati rilevanti».
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