Danni riparati, riaperta la villa comunale

21 Settembre 2021

Paganica. Galletti (Asbuc): «Finora spesi 75mila euro, ora basta. Dichiariamo guerra a questi vandali»

L’AQUILA. Nei giorni scorsi si è parlato per l’ennesima volta di atti vandalici alla villa comunale di Paganica e all’adiacente Palazzo Ducale. La Villa è stata riaperta dopo la “bonifica”. Lo ha reso noto l’amministrazione dei beni di uso civico di Paganica e San Gregorio (Asbuc) che si occupa della cura dell’area verde. «La Villa è di nuovo fruibile ad anziani, bambini e giovani, proprio a questi ultimi chiediamo una fattiva collaborazione affinché i beni comuni vengano tutelati per il bene di Paganica e San Gregorio», afferma il presidente dell’Asbuc, Fernando Galletti, «la Villa di Paganica per noi è un impegno non indifferente vista la presenza al suo interno dell’isola per l’infanzia e del centro sociale anziani. Finora sono stati spesi circa 75.000 euro per riparare i danni fatti da persone dedite solo a sfasciare. Ora basta, dichiariamo guerra a chi si diverte a danneggiare gli altri». Il Palazzo Ducale e la Villa (che in origine era il giardino del Palazzo) hanno una storia secolare (costruito a fine 1700). Meno note (anche se ne scrisse già don Ercolino Iovenitti nel suo fondamentale libro su Paganica del 1973) sono le vicende, che risalgono agli anni Venti del secolo scorso, legate al passaggio di proprietà dell’edificio fra gli originari proprietari e l’allora Comune di Paganica, soppresso nel 1927. Raffaele Alloggia, cultore di storia paganichese, ne racconta i tratti essenziali: «Morto l’ultimo Duca di Paganica Giovanni Di Costanzo» scrive Alloggia «i suoi beni furono ereditati dal Barone Giuseppe Di Costanzo di Napoli, ma il Duca aveva lasciato scritto che qualora il Barone volesse disfarsi del Palazzo Ducale, doveva prima di ogni cosa proporlo al Comune di Paganica affinché rimanesse un unico proprietario. Così nei primi giorni di marzo del 1922, il Barone mise a conoscenza il sindaco di Paganica, Alfredo Vicentini, di volersi disfare della Villa Ducale e lo invitò a Napoli per le trattative. Il 13 marzo 1922, un assessore comunale venuto a conoscenza della missiva, con altri tre paganichesi benestanti, all’insaputa di tutti, si recò a Napoli facendo presente al Barone che il Comune di Paganica non era interessato all’acquisto del Palazzo a causa delle difficoltà economiche e quindi l’avrebbero acquistato loro. Il Comune da parte sua il 26 marzo del 1922 riunì il Consiglio comunale, con all’ordine del giorno l’acquisizione del Palazzo Ducale. Senza alcuna esitazione i consiglieri approvarono all’unanimità. Il sindaco Vicentini, inviò una commissione mista a Napoli per trattare e fu a quel punto che il Comune scoprì quello che fu ritenuto un inganno perpetrato ai suoi danni dai 4 paganichesi. Nel paese ci fu una rivolta. Per placare le acque si recò a Paganica un funzionario della Prefettura, Guido Setta, che convinse l’assessore in questione a dichiarare che la sua parte l’aveva acquistata non a suo nome bensì a nome e per conto del Comune. Anche gli altri tre acquirenti furono costretti a cedere e così il Palazzo e la Villa divennero proprietà del Comune di Paganica». (g.p.)