Dati dei contagi, bordate all’Asl: «Guariti da un anno tra i positivi» 

Nuovo attacco della Regione nel giorno in cui il manager vara il progetto per potenziare l’ospedale L’azienda replica: «Ininfluente disallineamento dei dati». E Testa si autopromuove: «Ho agito bene»

L’AQUILA. Continua la guerra fredda tra il manager del’Asl dell’Aquila Roberto Testa e la Regione. Sul direttore generale, giunto quasi a metà mandato, incombe ormai da diverse settimane la spada di Damocle del licenziamento anticipato, visto il lungo elenco di inadempienze contestategli dalla giunta e da pezzi importanti del centrodestra, Lega in primis. L’ultimo appunto, in ordine di tempo, è arrivato ieri, negli stessi istanti in cui Testa presenziava la presentazione del progetto di implementazione del reparto di terapia intensiva del San Salvatore. L’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, in una nota, ha contestato all’Asl dell’Aquila i numeri forniti sui pazienti positivi al Covid nel corso dell’ultima riunione dell’unità di crisi, avvenuta la scorsa settimana.
DATI SBALLATI. «È emersa», afferma Verì, «una forte discrasia tra i dati comunicati durante l’incontro e quelli risultanti invece dalle piattaforme telematiche nazionali e regionali. Il dato riguardante l’Asl dell’Aquila si attestava a oltre 3.200 casi. Ulteriori approfondimenti hanno permesso di verificare che in piattaforma risultavano ancora come attualmente positivi casi risalenti addirittura all’estate 2020, che non erano stati espunti e inseriti tra i guariti. Ai fini dell’andamento epidemiologico non cambia nulla, resta però da comprendere come possa essere accaduto un fatto così eclatante, sul quale il Dipartimento Sanità ha chiesto conto ai vertici dell’Asl».
LA REPLICA. La replica dell’Asl è arrivata non per bocca di Testa, ma attraverso Domenico Pompei ed Enrico Giansante, rispettivamente direttore del Dipartimento Prevenzione e responsabile del servizio Igiene, Epidemiologia e Sanità pubblica: «Si è trattato semplicemente di un disallineamento di dati assolutamente ininfluente dal punto di vista epidemiologico e della sorveglianza dei soggetti positivi. Il servizio informativo regionale con il quale si è quotidianamente in collegamento non ha mai in precedenza segnalato il dato difforme e, come è avvenuto in sede di verifica presso tutte le Asl provinciali nella serata del lunedì, si è immediatamente proceduto al riallineamento risolvendo la situazione».
TESTA. Il direttore generale continua a trincerarsi dietro un ostinato “no comment” in merito alle pesanti critiche rivoltegli dal governo regionale ma, a margine della conferenza stampa di ieri, ha rilasciato queste dichiarazioni: «Finora ritengo il bilancio del mio mandato positivo. Quando mi sono insediato era in corso un’attività di programmazione che abbiamo dovuto rivedere per via dell’ondata pandemica, alla quale l’azienda ha risposto in maniera egregia, curando non solo i pazienti della provincia dell’Aquila ma anche quelli di altri territori».
IL DOSSIER. Il rapporto di valutazione del manager stilato dal dipartimento Sanità della Regione è stato ultimato, ma Marsilio non ha ancora preso una decisione. Sembra che in giunta ci sia un po’ di maretta dovuta al timore di incorrere in un altro caso Mancini, il dg dell’Asl di Pescara rimosso e poi riabilitato da una recente sentenza della Corte d’Appello, che ne ha giudicato illegittimo il licenziamento.
D’AMARIO. «Sono state segnalate delle criticità e noi le abbiamo analizzate», spiega il direttore del dipartimento Salute Claudio D’Amario. «Il dossier è stato consegnato, ma ora è la giunta che deve tirare le somme. Noi facciamo valutazioni tecniche. Una volta rimesso il parere, la materia non è più di nostra competenza».
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