De Amicis, il varo tra lucchetti e carabinieri

Colpo di scena alla cerimonia di consegna dei lavori: guerra tra ditta esclusa e Provveditorato, per l’ex scuola non c’è pace
L’AQUILA. La firma per l’assegnazione dei lavori di ristrutturazione dell’ex scuola De Amicis al consorzio Sei, società edilizia integrata scarl di Roma, è stata apposta ieri mattina dal provveditore alle Opere pubbliche dell’Abruzzo, Vittorio Rapisarda Federico. Alle 11,25 la cerimonia di consegna del cantiere alla ditta, con il sindaco, Pierluigi Biondi, e il vicesindaco, Guido Quintino Liris, impegnati a cementare due mattoni, davanti all’edificio, ingabbiato dai puntellamenti da ben 9 anni. Ma i lavori non partiranno, almeno per il momento.
COLPO DI SCENA. A sorpresa, l’impresa che aveva vinto precedentemente l’appalto, la Mgm Costruction and engineering, ha apposto i lucchetti all’ingresso dell’edificio e ha richiesto la presenza dei carabinieri. Un secondo lucchetto è stato messo dal Provveditorato. Quando la travagliata vicenda giudiziaria dell’appalto della De Amicis, un mega-lavoro da 15milioni 635mila euro, sembrava giunta al capolinea, ecco rinfocolarsi la guerra giudiziaria, tra ricorsi e denunce. Il direttore della Mgm, Guido Russo, presente sul posto, ha annunciato: «Terminato il tutto, passo in Procura a sporgere denuncia». Anche il Provveditorato ha annunciato azioni legali, in primis un ricorso urgente al Tar per poter rientrare in possesso del cantiere.
5 ANNI DI BATTAGLIA LEGALE. «Chi ha messo il secondo lucchetto lo ha fatto in modo abusivo», ha detto Russo prima della cerimonia di consegna dei lavori. «La Mgm è la ditta che in questo momento ha in possesso l’edificio, che ci è stato consegnato nel maggio 2015, dall’ingegner Gennaro Di Maio, del Rup. Da quel giorno abbiamo fatto sorveglianza fino a ieri, quando ci siamo accorti che erano stati apposti nuovi sigilli ed era stato scardinato il nostro lucchetto. Abbiamo provveduto anche ad avvisare i carabinieri dell’accaduto. Non credo che sia lecito entrare in uno stabile che è in nostro possesso e che nessuno ci ha richiesto».
MANCA LA SOA. La querelle è nata in seguito all’abbassamento di qualifica delle Soa, a carico della Mgm che ha portato alla risoluzione contrattuale, da parte del Provveditorato alle opere pubbliche. La ditta ha presentato ricorso al Tar, che si è espresso favorevolmente. Sentenza appellata dal Provveditorato davanti al Consiglio di Stato, il quale ha passato la palla, per competenza, al tribunale civile. «Ci rivolgeremo al tribunale ordinario», ha detto Russo, «ma anche alla Procura della Repubblica».
FESTA ROVINATA. «La De Amicis è un simbolo in positivo e in negativo della ricostruzione pubblica dell’Aquila», ha dichiarato Biondi. «Questo cantiere dovrebbe già essere concluso e l’edificio fruibile, ma vicissitudini giudiziarie lunghissime hanno frenato il tutto». Un imbarazzo palpabile ha accompagnato la posa simbolica della prima pietra. «Cercheremo di adattare meglio questa opera al contesto cittadino che stiamo ricostruendo», le parole di Liris.
UN NUOVO VOLTO. La De Amicis non sarà una scuola «in quanto l’edificio non possiede gli standard richiesti sull’edilizia scolastica». L’amministrazione sta pensando di farne una galleria, con caffè letterari, spazi culturali e negozi, sul modello della galleria Umberto I di Napoli sfruttando la copertura del cortile interno e facendone un unicum con il Teatro comunale. Il provveditore Rapisarda, dal canto suo, ha garantito che «in attesa dell’apertura del cantiere, sarà modificato il progetto, secondo i desiderata del Comune. Avevamo richiesto il cantiere alla Mgm: capiamo le doglianza, ma dobbiamo procedere secondo gli atti amministrativi. Il cantiere dovrà tornare in possesso della pubblica amministrazione per cui ricorreremo alla giustizia per farci ridare le chiavi».
VARIAZIONE D’USO. Due anni per i lavori, che potrebbero dilatarsi in funzione della variazione di destinazione d’uso e dei ricorsi amministrativi. Per sostenere la ricostruzione della De Amicis, dopo il sisma, dedicarono un concerto allo stadio “Giuseppe Meazza” di Milano (San Siro) le “Amiche per l’Abruzzo” Laura Pausini, Fiorella Mannoia, Gianna Nannini, Giorgia, Elisa e altre artiste, raccogliendo quasi un milione di euro (più 700mila per il recupero dell’archivio, col ricavato della vendita del dvd). Il 20 giugno 2010 Laura Pausini venne in città per consegnare simbolicamente l’assegno con i fondi raccolti
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