De Amicis: siamo stati folli, ma vincenti

Il direttore artistico tira le somme della 726ª Perdonanza: «È stata l’edizione più difficile, l’abbiamo chiusa in bellezza»
L’AQUILA. «L’abbiamo chiusa in bellezza».
Il direttore artistico della Perdonanza Celestiniana Leonardo De Amicis saluta la 726ª edizione, «quella più difficile, dal punto di vista organizzativo» e lo fa ringraziando «tutti i collaboratori che hanno reso possibile la realizzazione del mio progetto triennale». Un progetto che ha costruito tassello per tassello, di cui va fiero, e che consegna simbolicamente alla città che gli ha dato i natali, dove è cresciuto e dove batte ancora il suo cuore. «Ho chiuso il ciclo di tre anni, l’ho fatto per l’affetto che mi lega all’Aquila e agli aquilani, gente tosta e vera. Per il futuro, ne riparleremo». La sua collaborazione, a titolo gratuito, è finita, ma lascia una porta aperta. «Se vuole rimanere a vita», commenta dal palco del Teatro del Perdono a Collemaggio il sindaco Pierluigi Biondi, «ne riparleremo a tempo debito».
IL BILANCIO DEL MAESTRO. Da grande direttore d’orchestra, il maestro De Amicis ha diretto l’intero programma artistico senza lasciare nulla al caso e cercando la sinergia tra tutti gli elementi: «La mia terza Perdonanza», racconta al Centro, «l’ho fatta esattamente come volevo, in linea con le altre due. Ad alzare l’asticella quest’anno ci ha pensato il Covid, ma nonostante le difficoltà l’abbiamo chiusa in bellezza. Credo di aver raggiunto il mio obiettivo, che era quello di rinobilitare l’evento, di creare una piattaforma culturale fatta di sinergie, di interazione con il territorio, con i luoghi e le maestranze locali. Questa città l’arte ce l’ha dentro e lo ha dimostrato. Abbiamo anche dimostrato che le arti e la musica non le ferma nessuno. Poteva sembrare folle, ma siamo stati folli e abbiamo vinto». De Amicis è riuscito anche quest’anno sul palco di Collemaggio a portare grandi artisti, con progetti scritti e realizzati per la manifestazione: «Gli artisti vengono, rimangono e tornano», dice, «portando con loro una parte della città. Da questo palco abbiamo lanciato anche un abbraccio a chi, tra gli artisti e il personale dello spettacolo, soffre oggi l’assenza di lavoro».
I RINGRAZIAMENTI. Nella serata di chiusura dell’edizione 726, dedicata al tributo al maestro Ennio Morricone, cittadino onorario dell’Aquila, al direttore artistico è stato consegnato dal sindaco il rosone di Collemaggio: «Dedico questo riconoscimento a tutti i collaboratori che hanno reso possibile la realizzazione del mio progetto triennale della Perdonanza. Un grazie al sindaco Pierluigi Biondi, al vicesindaco Raffaele Daniele e a tutti i componenti del comitato Perdonanza, cito Massimo Alesii e Mario Corridore per tutti. Un grazie speciale a Maria Cristina De Amicis, colonna portante di tutti i miei lavori. Grazie a tutti i musicisti e coristi intervenuti e all’orchestra del Conservatorio Casella, ai tecnici e agli artisti tutti che dell’Aquila porteranno sempre un ricordo positivo, un racconto inedito e volto al futuro. Grazie a Giovanni Bruni, vigile nel lavoro e amico. Un grazie pieno di stima a Paolo Logli. Grazie a Wolfango De Amicis e Vittorio De Amicis e alla mia famiglia tutta per esserci sempre».
PENSIERO PER I CONCITTADINI. «Grazie agli aquilani», sottolinea De Amicis, «gente tosta e vera. La cultura e le arti sono alla base di ogni grande civiltà, la fotografia del tempo che si vive, non permettiamo il declassamento nella scala dei valori dell’importanza di essa. Auguro una rinascita e un rinnovamento anche culturale a ogni individuo e che dall’Aquila si propaghi il sentimento di solidarietà per tutti coloro che, a causa della pandemia, hanno sofferto e soffrono ancora».
L’EDIZIONE 727. «Un bel viaggio di tre anni». Il maestro De Amicis ha tracciato un solco «su cui proseguire». È presto, per sapere se anche la prossima edizione lo vedrà protagonista: «Penso di aver lasciato qualcosa di buono», sottolinea, «e che la Perdonanza debba continuare su questa strada, programmando eventi anche in inverno. Il progetto c’è e bisogna portarlo avanti. Una sfida da raccogliere, visto che l’anno prossimo si dovrà suggellare il riconoscimento dell’Unesco e da subito va pensata e costruita la candidatura dell’Aquila a Capitale europea della cultura per il 2022».
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