De Angelis cancella il piano Di Pangrazio

2 Settembre 2017

Il neo sindaco lancia un nuovo metodo di scelta per la riqualificazione del quartiere. E indice un concorso di idee

AVEZZANO. Un concorso di idee e un progetto condiviso dalla popolazione. Sono queste le linee guida della nuova amministrazione per la futura riqualificazione urbana di Antrosano, uno degli argomenti più dibattuti soprattutto nel corso dell'ultima campagna elettorale. Ora a fianco del vecchio progetto dell'architetto Giuseppe Amatilli, spunta un nuovo restyling del centro storico grazie a un progetto di un giovane ingegnere che ha redatto una tesi sulla materia presentandola alla comunità locale con un evento ad hoc. Sono passati 30 anni da quando venne avviata la prima pratica per ridare nuova vita al borgo antico della frazione di Antrosano e fino a oggi ancora non si è arrivati a nulla di concreto.
IL VECCHIO PROGETTO. Nella passata legislatura il consiglio comunale guidato dal sindaco Gianni Di Pangrazio non era riuscito ad approvare il Piano Antrosano. Più di un anno fa spuntò una sorta di conflitto di interesse di sei amministratori E poco prima delle elezioni la maggioranza nella votazione in consiglio non aveva avuto i numeri per approvare il progetto di riqualificazione. Un’ iniziativa seguita da numerose polemiche visto che fu definita una manovra elettoralistica visto l'imminenza del voto che era oramai alle porte. Le precedenti amministrazione, di concerto con l’Associazione culturale Antrosano e con l’architetto Giuseppe Amatilli, avevano elaborato l’intero progetto del piano di recupero con la finalità di ritornare alle origini e di rivitalizzare la popolosa frazione che conta un migliaio di abitanti. L’obiettivo era quello di recuperare un patrimonio edilizio esistente dotato ancora di una buona parte di infrastrutture che con le loro qualità tipologiche e architettoniche e soprattutto con il tessuto urbano del nucleo antico possono mantenere il valore sociale generato dalle diverse situazioni storiche ed ambientali determinatesi nel corso di sei secoli. «È necessario studiare le modalità di riqualificazione e l'opportunità», spiega l'ingegnere e dirigente del Comune Francesco Di Stefano, «anche perché questo progetto richiede un investimento non indifferente».
IL NUOVO PROGETTO. Coinvolgendo con numerosi incontri in paese, alla presenza di tanti residenti, l'ingegner Francesco Di Bucchianico, ha presentato invece, nei giorni scorsi il lavoro di tesi dal titolo “Metodi e strumenti per la progettazione coerente nei centri storici minori. La riqualificazione urbanistica di Antrosano”. Si tratta di un piano, appoggiato dall’associazione culturale Antrosano, presieduta da Italo Capoccetti, che suddiviso in quattro progetti urbani che interessano altrettanti differenti luoghi: il borgo abbandonato, la zona delle casette asismiche post-sisma del 1915, le varie fonti e le strade che collegano questi spazi da ripensare e definire. «Un interessante progetto di urbanistica partecipata», ha spiegato il consigliere comunale Pierluigi Di Stefano, residente in paese così come i colleghi di opposizione Mario Babbo e Ignazio Iucci, «che prevede la condivisione con i cittadini rispetto alle scelte di riqualificazione, per ripensare i luoghi del vivere quotidiano. In particolare si pone l'accento sulla riqualificazione del borgo antico della frazione. Da decenni è stato depositato in Comune un progetto che tratta lo stesso argomento e, per diversi motivi, non è mai arrivato a definizione. La nostra amministrazione», continua Di Stefano, «sta invece studiando in questi giorni le condizioni migliori di sostenibilità del progetto per poterlo riprendere e proporlo in maniera più concreta e corrispondente alle reali esigenze di riqualificazione dell'antico borgo. A differenza di quanto accaduto in passato però», chiarisce il consigliere, «abbiamo attivato un percorso progettuale che, proprio partendo dalla condivisione con la popolazione e i portatori d'interesse del luogo, possa garantire il “successo” e la sostenibilità nel tempo di questo importante intervento di recupero del borgo».
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