De Angelis: con me 168 eroi Io un capitano coraggioso

27 Giugno 2017

Sul rivale Di Pangrazio: «Ha la mia stima». E la giunta: «Farò scelte politiche»

AVEZZANO. Adora i Coldplay, quelli della canzone Politik col ritornello “apri gli occhi, apri gli occhi”, e legge gli epici racconti di Valerio Massimo Manfredi. A 51 anni vuole portare il suo successo imprenditoriale a Palazzo di città. Il giorno dopo il trionfo elettorale, Gabriele De Angelis arriva in Comune che è quasi mezzogiorno e braccia al cielo saluta la folla che lo aspetta e lo acclama.
Un’impresa epica, come nei libri che piacciono a lei?
«Assolutamente sì, ma non è soltanto la mia impresa, è di tutti quanti i sostenitori, dei 168 candidati e delle tantissime donne che hanno creduto in questa avventura. Quattro mesi fa siamo partiti con una lista. Ho avuto degli eroi accanto, io sono il loro capitano coraggioso».
Ha pensato di non farcela?
«Mai, ero sicuro di poter giocare una nuova partita, senza alcun tipo di handicap».
In un’intervista esclusiva al Centro ha avuto la benedizione di Silvio Berlusconi. Quanto è stata determinante?
«È stato un onore essere considerato da un leader nazionale così importante. Una parte della componente della nostra lista civica deriva da Forza Italia. Ci stava che Berlusconi spendesse qualche parola per questa coalizione».
Avrà ricevuto centinaia di messaggi e chiamate: ce n’è una a cui è più legato?
«Quella di mia figlia, l’altra notte, quando mi ha detto: papà hai vinto e sono contenta per tutte le persone che hai intorno».
I primi provvedimenti da sindaco?
«Faremo un report di tutte le attività svolte negli ultimi mesi dai vari settori dirigenziali: dobbiamo mettere a punto la macchina e quindi dobbiamo vedere precisamente da dove partiamo. Poi penseremo alla riqualificazione del centro e di piazza Torlonia, alle scuole, al nuovo municipio e a una diversa viabilità».
Che tipo di staff avrà De Angelis?
«Creeremo una struttura molto più leggera dell’attuale ed è inutile dire che faremo anche a meno di qualche dirigente aggiunto all’ufficio del sindaco. Dobbiamo risparmiare, recuperare dei soldi, perché è importante impegnarli in altri capitoli di bilancio».
Continueranno i toni accesi della campagna elettorale?
«Non con me. Avevamo degli avversari, ma un minuto dopo l’elezione non esistono più. Abbiamo soltanto dei concittadini che devono essere amministrati dal sindaco e dalla sua nuova squadra. Sui toni della campagna, tutti hanno visto tutto: lascerei il giudizio ai cittadini, ma l’hanno dato votandomi».
Ha un messaggio per Di Pangrazio?
«Ha la mia stima. Tutti coloro che ci mettono la faccia meritano una piena sufficienza, perché ci vuole coraggio, indipendentemente da come hanno svolto il lavoro».
Con quali criteri sceglierà la futura giunta?
«Abbiamo una coalizione di 168 persone, con profili adeguati ed elevati. Il primo tentativo sarà quello di costituire una giunta politica, formata da chi si è impegnato e rappresenta i cittadini di Avezzano».
Lei è stato assessore con Di Pangrazio: come e quando si è frantumato il rapporto?
«Quando ho ritenuto che non stava seguendo più la traiettoria che si era data con il suo programma di mandato, nulla di personale. Poi c’è stato anche qualche fatto legato ad alcune sue dichiarazioni inopportune, ma sono state solo le gocce che hanno fatto traboccare il vaso».
La sua prima opera?
«Ne abbiamo in mente tante, da fare o da finire. Prima prendo il timone di questa nave e poi faremo le cose con criterio. Negli ultimi due mesi abbiamo visto tanti annunci e inaugurazioni di piccole cose fatte passare per grandi cose, siamo in overdose, dobbiamo disintossicarci».
Un pizzico di paura?
«Ho la convinzione e la forza che mi hanno dato i cittadini. Sento addosso tutto il peso e la responsabilità di questo incarico, ma sono anche tranquillo perché dispongo di una squadra di persone che hanno voglia ed energia. E sono soprattutto persone per bene
Gerosolimo, Piccone, Tedeschi e altri. Non teme che i colonizzatori, come li hanno battezzari i rivali, non la tirino per la giacca, avanzando pretese?
«Alla domanda hanno risposto gli avezzanesi. De Angelis Gabriele è un uomo libero che ha dimostrato di essere credibile. Se per colonizzatori si intendono le persone che hanno la residenza fuori da Avezzano, ne eravamo pieni prima e forse sarà così dopo».
Un sogno?
«Creare una nuova classe dirigente che possa portare questa città verso il futuro».
L’ultima volta non ha risposto. Rifacciamo la domanda: quanto è costata la sua campagna elettorale?
«Quello che consente la legge. C’è un tetto massimo di 52mila euro, mi sembra, e noi non arriveremo neanche a questo importo. Abbiamo fatto cose semplici, senza cene sfarzose, rimborsi a chicchessia. Il resto sono dicerie».
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