De Angelis: ecco la città giardino Ma i negozianti vogliono le auto

14 Giugno 2018

Confronto in municipio col sindaco: «Avezzano deve riavere un’identità, coi lavori rilancio del centro» I commercianti: «Zona pedonale e pista ciclabile uccideranno le attività». Il Wwf: «Sì alla chiusura» 

AVEZZANO. «Avanti tutta verso la città giardino». Il sindaco apre le porte del municipio a una ventina di commercianti, residenti e proprietari di negozi del centro, con al fianco il presidente di Confcommercio, Roberto Donatelli. Ascolta le ragioni del «no» all’isola pedonale e alla pista ciclabile, poi declina la sua idea di città, «unica possibilità per rilanciare il centro».
Palazzo di città, ore 19 di ieri, Donatelli dà il via alle danze: «Isola e pista ciclabile», afferma, «non ridanno vita al centro, ma la mazzata finale. Noi siamo per l’isola pedonale estiva serale. Ascoltate il grido di aiuto dei commercianti, altrimenti i cittadini andranno altrove».
Copione più o meno identico per Gianni Napoleone, Stefano Mosca e altri commercianti, tutti contrari alla pista e alla zona pedonale perché «con l’isola il traffico collassa», «senza parcheggi il centro muore», «la pista nell’area nord è deserta», «l’anello del Quadrilatero ha fatto chiudere tante attività», «l’affittuario mi ha annunciato l’abbandono», «amarezza per non essere stati coinvolti», «ad Avezzano fa sempre freddo e piove».
Poi è stata la volta del primo cittadino, con al fianco mezza giunta e qualche consigliere: Lino Cipolloni, Renata Silvagni, Leonardo Casciere, Chiara Colucci, Angela Salvatore, Giancarlo Cipollone, Maurizio Gentile, e il dirigente, Francesco Di Stefano. «Questa non è una scelta fatta a cuor leggero», ha affermato il sindaco, «opero nel commercio da 28 anni. Questo percorso verso la città giardino mira a rivitalizzare il centro perché così com’è rischia di peggiorare: tra un paio di anni, con la chiusura delle Corradini Fermi e il rischio incombente per il tribunale, ci sarebbe il collasso finale. Avezzano ha perso identità, vogliamo ridargli una prospettiva». Operazione legata ai cantieri aperti e a quelli in arrivo: piazza Risorgimento, piazza Torlonia, piazza del Mercato, ex Arssa, ex Omni, castello Orsini. «Ora il centro cittadino è brutto e senz’anima», ha aggiunto, «vogliamo fare una città giardino con un arredo urbano di qualità. Siamo convinti che in un arco di tempo ci sarà la svolta. Unica perplessità che ho è sulla pista ciclabile: però potrebbe essere una sorpresa, perché nella prima parte del progetto Sicura 2, l’Università ha lavorato con tutte le scuole. La pista ha un impatto leggero, se non va si può cambiare. So che il commercio occupa 3000 addetti, l’amministrazione non vuole danneggiare nessuno, ma rilanciare».
Sulla scommessa della riqualificazione dell’ambiente urbano arriva il sì convinto del Wwf Abruzzo montano: «In tempi di grandi rivoluzioni del settore commerciale, la redditività delle attività del centro si legherà sempre di più alla qualità dell’ambiente urbano. Le parole d’ordine per il futuro delle città sono: mobilità, qualità dell’aria e trasporti».
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