De Angelis, prove di alleanza con l’Udc

E Di Pangrazio presenta un documento firmato da 8 consiglieri per «un’apertura di buon senso». Debuttano i sei esclusi
AVEZZANO. Nell’ala riservata alla maggioranza sono in 8, la metà dei posti è vuota. Di fronte, sui banchi della minoranza, in 15 si sta stretti. Vuoti anche i posti riservati agli assessori. Accanto a Gabriele De Angelis c’è il solo Roberto Alfatti Appetiti, suo portavoce. Insolite immagini per il primo consiglio comunale dopo la sentenza del Consiglio di Stato, l’azzeramento della giunta e le dimissioni del sindaco. Consiglio che potrebbe essere l’ultimo qualora le dimissioni non venissero ritirate entro martedì 27. Scenario che tutti vogliono evitare per «il bene di Avezzano», perché tutti «tremano al pensiero di un commissariamento di 14 mesi».
SEI VOLTI DIVERSI. All’unanimità è stata votata la delibera di convalida dell’elezione dei sei consiglieri. Luigia Francesconi, Antonio Di Fabio, Giovanni Luccitti, Sonia Di Stefano, Roberto Verdecchia e Gianfranco Gallese, così come stabilito dal Tar Abruzzo prima e dal Consiglio di Stato poi, hanno preso il posto di posto di Massimo Verrecchia, Pierluigi Di Stefano, Mariano Santomaggio, Chiara Colucci, Mauro Di Benedetto e Annalisa Cipollone. Quest’ultima esclusa a discapito di Francesco Paciotti. Caso che probabilmente avrà ulteriori strascichi giudiziari.
LA MOSSA DEL SINDACO. Gabriele De Angelis ha rinnovato il suo appello: «La legge ci consente un piccolo arco di tempo per ricomporre un quadro politico per il bene della città». Obiettivo da raggiungere se ci sarà una «composizione civica di area centrodestra». Oltre a «entusiasmo e coraggio».
REPLICA DI PANGRAZIO. Il principale rivale, l’ex sindaco Gianni Di Pangrazio, nelle oltre tre e mezzo di discussione, ha tirato fuori un documento sottoscritto da otto dei 13 componenti la sua coalizione (oltre a lui hanno firmato Ferdinando Boccia, Mario Babbo, Gianfranco Gallese, Sonia Di Stefano, Gabriele Tudico, Cristian Carpineta e Giovanni Luccitti). Il Pd, rappresentato da Verdecchia e Domenico Di Berardino, ha dichiarato di condividere i contenuti del documento, nel quale si esprime una «posizione di confronto e di apertura». Ripartendo dalla discussione sui temi, Di Pangrazio ha parlato di un «confronto alto e di buon senso» dimenticando «il clima di odio».
E L’UDC CHE FA? Quelli dell’Udc non hanno firmato. «L’onta del commissariamento sarebbe grave», ha evidenziato Lino Cipolloni, consigliere comunale e segretario provinciale dell’Udc. «Da parte nostra c’è la volontà ad andare avanti», ha aggiunto, «sarà il sindaco a valutare. Occorre ragionare senza retropensieri, evitando chiacchiericci. Noi tre (ci sono anche Di Fabio e la Francesconi, ndr) siamo pronti a dare un contributo, pronti a un confronto sui programmi e sulle priorità. Non si tratta di posti da ripartire. Siamo una forza di centrodestra, ci sto».
FORZA ITALIA E LEGA. Vincenzo Ridolfi, eletto con Forza Avezzano, ha detto che «Forza Italia siede tra questi banchi». Non si è pronunciato Giancarlo Cipollone, che non gradirebbe la connotazione politica. Così come sono rimasti in silenzio gli altri civici. Auspica invece una netta virata verso il centrodestra Leonardo Casciere. In questo caso anche l’avvocato garantirebbe il proprio appoggio a De Angelis.
BOCCIA FURIOSO. L’ex vicesindaco Boccia ha bollato le dimissioni come una «stupidaggine» e ha ribadito che «la maggioranza siamo noi, è meglio che venga subito un commissario».
FUTURI SCENARI. La prossima settimana dovrebbe arrivare in città il coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano. De Angelis si concederà una vacanza prima di avviare le consultazioni. Tutti parlano di bene comune. Nei fatti, la ricomposizione della maggioranza non potrà prescindere da una ridistribuzione degli incarichi. A cominciare dalle commissioni. De Angelis non sembra pronto a mercanteggiare. E nella clessidra politica c’è sempre meno sabbia.
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