De Angelis, scalata a Forza Italia Convocato insieme ai vertici

26 Giugno 2018

AVEZZANO. Sindaco in ascesa nelle fila di Forza Italia: Gabriele De Angelis è entrato nella stanza dei bottoni dei forzisti abruzzesi, – dove ha debuttato ieri – al fianco del segretario Nazario...

AVEZZANO. Sindaco in ascesa nelle fila di Forza Italia: Gabriele De Angelis è entrato nella stanza dei bottoni dei forzisti abruzzesi, – dove ha debuttato ieri – al fianco del segretario Nazario Pagano, del coordinatore amministrativo, Antonio Martino, (entrambi deputati) e degli altri componenti del direttivo, impegnati nell'analisi del voto ma, soprattutto, nella programmazione delle attività di FI in vista delle regionali. A pochi mesi dall'iscrizione al partito di Berlusconi, quindi, il primo cittadino di Avezzano ha messo piede nel gotha della politica azzurra della regione: accesso che, seppure senza clamore, sembra destinato a rimescolare le carte nella provincia aquilana, dove, come in tutti i territori, scalpitano in tanti per tentare la corsa verso il rinnovato Emiciclo. In città, invece, il presidente dell'assise civica, Iride Cosimati, mette i puntini sulle i riguardo al seggio conteso tra Annalisa Cipollone e Francesco Paciotti, affrontato in consiglio, ma senza votazione, in attesa del Tar (25 luglio). «In qualità di presidente del consiglio», sottolinea Cosimati, «ho sempre operato nel pieno rispetto della normativa e con il supporto dei pareri tecnici e legali degli uffici comunali. Lo statuto e il regolamento non prevedono che il presidente possa decidere in solitudine, perché questo potere spetta solo all’intero consiglio comunale. Infatti, nel rispetto dell’art. 20 del regolamento, su richiesta di dieci consiglieri, ho convocato l'assise civica e inserito, tra i punti da trattare, l’argomento della surroga/sostituzione di Annalisa Cipollone al posto di Francesco Paciotti». Ore e ore di discussione chiusa con un non voto. «Il consiglio, che è l’unico organo competente su questa vicenda», aggiunge Cosimati, che rivendica la sua neutralità, «ha deciso di attendere l’esito dell’udienza del Tar del 25 luglio. La figura del presidente è super partes, quindi, rivestendo tale ruolo, ho il dovere di rispettare tutti i consiglieri, ivi compreso Paciotti, che, come previsto dalla legge, rimarrà tale fino alla pronuncia degli organi competenti». (m.s.)
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