De Angelis sindaco bis: «Ci sto pensando»

12 Settembre 2019

Il coordinatore di Forza Italia attacca Natale e il suocero Di Cola: «Mai dispensato odio, non posso prendere lezioni da loro»

AVEZZANO. Gabriele De Angelis medita la decisione sulla ricandidatura a sindaco chiesta da Marco Natale, che gli ha lanciato il guanto di sfida per la prova del nove sul gradimento dei cittadini. «Ci sarà tempo e modo», scandisce l’ex sindaco, «di decidere seriamente e non in base a sciocche provocazioni la cosa migliore da fare nell’interesse della città» e invita l’ex consigliere Udc, «entrato in consiglio solo grazie all’anatra zoppa e alle dimissioni di Antonio Di Fabio a lasciar perdere la politica». L’ex primo cittadino, però, non ci sta a passare per un «dispensatore di odio, non solo perché», sottolinea, «sono stato attaccato per mesi, anche personalmente, senza replicare perché concentrato a lavorare per la città, ma soprattutto, perché il mio ultimo intervento è stato in risposta all’ennesimo attacco immotivato e volgare subìto inspiegabilmente da suo suocero, soltanto perché ho ricevuto una nomina in un partito (Forza Italia, ndc) cui né Natale, ne l’ex arbitro appartengono».
L’ATTACCO. Lo scontro verbale, infatti, è nato dal duro attacco di Bruno Di Cola, dopo la nomina di De Angelis a commissario provinciale di Forza Italia, che ha scatenato l’ira del deputato Antonio Martino, il parlamentare eletto nella Marsica che, forse, ha subdorato puzza di bruciato per il seggio. «Lo scenario politico di Avezzano», prosegue De Angelis, «sta diventando una barzelletta in mano a chi, senza aver mai parlato in consiglio comunale, sede in cui avrebbe potuto, anzi dovuto, far sentire la propria voce, parla ora». Per l’ex sindaco il motivo è molto chiaro. «Stiamo evidentemente assistendo ai tentativi disperati», prosegue, «di chi cerca di trovare una giustificazione per il danno incalcolabile fatto ai cittadini sciogliendo il consiglio comunale. Tornare ora, dopo mesi dal commissariamento che lui stesso ha deciso di provocare senza dare motivazioni, su argomentazioni e decisioni ampiamente discusse e votate in consiglio, sciorinando una serie di sciocchezze, è francamente ridicolo e non ha alcun senso, né può produrre alcun risultato concreto se non evidenziare la totale inesperienza amministrativa dell’ex consigliere».
«DANNO AD AVEZZANO». Le accuse dell’ex arbitro prima e del genero dopo per De Angelis suonano come un tentativo di «recuperare credibilità. Stanno capendo solo ora che il danno provocato alla città è molto più alto di quanto avessero calcolato: gli avezzanesi stanno subendo ogni giorno sempre di più le conseguenze del loro gesto irresponsabile e cercano quindi, con dichiarazioni tardive e sconclusionate, di recuperare la credibilità che hanno perso. È il caso di alzare il livello del dibattito politico che non può ridursi a infantili provocazioni o attacchi immotivati. Peraltro non credo di dover prendere lezioni da Natale, che politicamente si muove come un cucciolo smarrito e dimentica che mentre io ho costruito un’intera coalizione, vincendo le elezioni, lui le ha perse».
L’ULTIMO AFFONDO. «La verità», chiosa, «è che seguendo l’esempio del suocero, Natale ha rotto prima con Di Pangrazio, poi col sottoscritto, infine con l’Udc. Ora sono entrambi in cerca di un partito che li raccolga. Natale, che ha perso le elezioni e mi sfida a candidarmi, dopo che ho sfidato un sindaco uscente battendolo, fa molta tenerezza. Rifletta lui se è il caso di ricandidarsi: già due anni fa gli avezzanesi non lo hanno votato abbastanza, la prossima lo voteranno ancora meno».
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