De Cesare insulta il Papa su Fb. Poi si scusa

27 Dicembre 2020

Il neo-assessore definisce Francesco «piccolo» e «misero». La Curia: «Parole gravi dette da chi ha un ruolo istituzionale»

AVEZZANO. Neo-assessore nella bufera per un post «infamante» contro Papa Francesco nel giorno di Natale, quando i cristiani celebrano la nascita di Gesù: l’attacco di Lorenzo De Cesare scatena l’indignazione della città, con in testa la Curia e il sindaco, Gianni Di Pangrazio.
La levata di scudi spinge l’assessore a «formulare le scuse», anche se la ferita per quel j’accuse a freddo, nel giorno simbolo per i cattolici, brucia, mentre i partiti di centrodestra, 3 consiglieri di minoranza e l’ex assessore Leonardo Casciere reclamano le dimissioni o la cacciata di De Cesare per il post giudicato inaccettabile che ha scatenato un mezzo tsunami religioso e politico.
Sempre su Facebook arriva la reprimenda della Curia guidata da monsignor Pietro Santoro. «L’assessore De Cesare, nel giorno di Natale, con un linguaggio approssimativo e confuso, sul proprio profilo ha rivolto parole insultanti nei confronti di Papa Francesco», replica indirettamente la Curia, «definito misero, in malafede, uomo piccolo piccolo. Non riteniamo opportuno relegare le dichiarazioni a marginale cronaca locale, perché sono parole offensive che travalicano ogni legittima libertà di pensiero, e risultano particolarmente gravi perché pronunciate da persona che riveste un ruolo istituzionale nel governo della città e, per questo, è investito della responsabilità di rispettare la coscienza religiosa e laica del tessuto civile».
L’indignazione è palpabile, quindi, al di là delle mura di via Monsignor Bagnoli, dove ricordano le parole del Pontefice durante la messa della Natività: «Dio sa che l’unico modo per salvarci, e risanarci dentro, è amarci. Solo l’amore di Gesù trasforma la vita, libera dai circoli viziosi dell’insoddisfazione e della rabbia…il nutrimento della vita è lasciarsi amare da Dio e amare gli altri».
Un inno all’amore e alla fratellanza tra popoli. L’assessore fa ammenda. «Quando si sbaglia nell’esprimere un pensiero, offendendo la sensibilità altrui», ammette De Cesare, tornando sui suoi passi, «bisogna saper chiedere scusa. Sul mio profilo social ho scritto considerazioni facilmente interpretabili in senso irrispettoso. La mia intenzione, naturalmente, era tutt’altra, ma sento il dovere di definirle senza mezzi termini profondamente sbagliate nella forma e nella sostanza. Comprendo possano aver colpito molti, soprattutto in questi giorni particolari. Ringraziando il cielo, il magistero secolare e la tradizione religiosa a cui mi sento legato da sempre sono più solidi di un post malfatto, del quale mi assumo ogni responsabilità ed eventuali conseguenze. Mi dispiace anche perché, quelle righe, hanno causato comprensibilmente la reazione della Diocesi e un forte imbarazzo nei colleghi amministratori e nel nostro sindaco. A loro e a tutti i concittadini chiedo, per questo, scusa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA