De Matteis: «Accord Phoenix cialtroneria politica di Cialente»

8 Ottobre 2016

L’AQUILA. «Una cialtroneria politica di Cialente, sulla quale misi in guardia da subito». Dopo la denuncia dei sindacati e la replica dell’azienda, sulla vicenda Accord Phoenix interviene il...

L’AQUILA. «Una cialtroneria politica di Cialente, sulla quale misi in guardia da subito».

Dopo la denuncia dei sindacati e la replica dell’azienda, sulla vicenda Accord Phoenix interviene il consigliere comunale dell’opposizione Giorgio De Matteis, che annuncia che ci sarà un’interrogazione parlamentare «per fare chiarezza» e analoga procedura all’interno dell’assise comunale. «Dall’inizio ho sollevato dubbi su un’operazione apparsa immediatamente fumosa», spiega De Matteis, «e ora mi aspetto quantomeno le scuse da parte di alcuni sindacalisti, che mi hanno attaccato a spada tratta. Le ultime vicende mi danno ragione: il sindaco Pinocchio tace, ma dovrebbe essere lui stesso, dopo l’inaugurazione in pompa magna, a esigere spiegazioni su quanto sta accadendo all’interno dello stabilimento».

De Matteis aveva ingaggiato una campagna personale contro il progetto, trovando inconsistente il piano industriale e contestando le modalità con cui era stata condotta la trattativa. «Adesso anche i sindacati si sono accorti che c’è qualcosa che non va», sottolinea il leader dell’opposizione, «e basta guardare i numeri: su 24 persone assunte finora, solo 9 sono operai e si muovono all’interno della fabbrica senza sapere cosa fare. Voglio sapere chi paga gli altri 13 e cosa fanno. Non ci dimentichiamo che quest’azienda ha avuto quasi 11 milioni di contributi pubblici del post-terremoto: li stanno usando? E nel caso, in che modo? Quali lavorazioni vengono effettuate? Cosa portano i camion? In Italia esistono altre due strutture che si occupano di rifiuti speciali, qui come vengono smaltiti? E infine, sono stati ottemperati i 9 punti voluti da Invitalia per autorizzare il finanziamento?». Un lungo elenco di domande, «a cui dovrà rispondere l’Accord Phoenix, senza trincerarsi sul fatto di essere un’azienda privata. E chi ha sbagliato», conclude De Matteis, «dovrà assumersi le proprie responsabilità su questo ennesimo fallimento».(r.s.)

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