De Matteis: grazie alla zona franca 86 milioni di euro

19 Novembre 2016

L’ex vicepresidente della Regione: aiutate molte imprese ma il Comune non ha sollecitato la conferma della Zfu

L’AQUILA. Ammonta a poco più di 86,6 milioni di euro il fondo erogato dal ministero per lo Sviluppo economico alle imprese dell’Aquila beneficiarie delle agevolazioni della “Zona franca urbana”. A fare il punto sulle ricadute della misura ministeriale che ha consentito alle attività produttive del territorio comunale di godere di diverse agevolazioni è il consigliere di “L’Aquila città aperta” Giorgio De Matteis, che nel 2012 (quando cioè il decreto relativo alla Zfu aquilana venne pubblicato in Gazzetta ufficiale grazie anche alla mediazione dell’allora ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, che all’epoca seguiva per conto del governo il post-terremoto) era vicepresidente del consiglio regionale e si spese affinché l’esecutivo riservasse questa misura al capoluogo di regione in sofferenza economica. «Volli questo tipo di agevolazioni proprio per le piccole e micro imprese dell’Aquila che rischiavano di morire per la crisi economica conseguente al terremoto, e infatti i fondi sono andati ad attività per lo più artigianali che hanno potuto così evitare il tracollo». L’obiettivo era, insomma, quello di mantenere nel territorio quelle imprese più fragili – artigiane o comunque con pochi dipendenti – che avrebbero lasciato L’Aquila o avrebbero chiuso definitivamente. Il report del ministero per lo Sviluppo economico del luglio 2015 (diffuso soltanto di recente) fotografa l’erogazione di 86,6 milioni di euro d’investimento a oltre 4.793 imprese dell’intero territorio comunale che ne hanno fatto richiesta, suddivise per tipologia. «Quella dell’Aquila è stata la prima zona franca urbana concessa in Italia», chiarisce De Matteis, «dopo ne sono arrivate altre in vari territori. La nostra è l’unica che, tra l’altro, interessa un intero territorio comunale colpito dagli effetti negativi del sisma, in quanto la norma prevede che riguardi soltanto porzioni limitate di città, e che aveva bisogno subito di ossigeno per rivitalizzare il tessuto sociale ed economico messo in ginocchio». Nel report del ministero le imprese sono divise per tipologia e si precisa che, tra le attività beneficiarie, 693 sono state nuove imprese; 459 nel centro storico; 268 quelle di piccole dimensioni e 3.754 quelle di micro dimensioni. Quanto alla tipologia, vanno dalle imprese dell’agricoltura a quelle per alloggio e ristorazione, passando per quelle di estrazione di minerali da cave e miniere, fino alle attività manifatturiere, alla fornitura di energia elettrica e gas, costruzioni, trasporto e magazzino, servizi di informazione e comunicazione, attività immobiliari. Persino imprese di “istruzione”, sanità e assistenza sociale, attività artistiche, sportive e d’intrattenimento.

De Matteis rivendica la buona riuscita della Zona franca all’Aquila, ma critica l’amministrazione comunale e la classe dirigente regionale per non averne capito l’importanza e l’utilità: «Infatti, dopo tre anni si sarebbe potuto rinnovare il beneficio, con un’apposita operazione di sollecito da parte del Comune e delle istituzioni locali, che in realtà hanno sottovalutato la Zona franca aquilana. E così abbiamo perso un’occasione buona per aiutare altre micro imprese in difficoltà».(m.g.)

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