De Micheli: mai abbandonati L’Aquila e Comuni del cratere

6 Maggio 2016

L’AQUILA. Gli aquilani non si facciano venire “sindromi d’abbandono”. Si potrebbe sintetizzare così il pensiero della sottosegretaria all’Economia, Paola De Micheli, che da un anno e mezzo segue...

L’AQUILA. Gli aquilani non si facciano venire “sindromi d’abbandono”. Si potrebbe sintetizzare così il pensiero della sottosegretaria all’Economia, Paola De Micheli, che da un anno e mezzo segue costantemente (eccetto una breve interruzione per maternità) le vicende della ricostruzione dell’Aquila e del cratere sismico. La De Micheli risponde al sindaco Massimo Cialente, che l’ha chiamata in causa nei giorni scorsi per il bilancio comunale a rischio con il suo carico di 24 milioni di euro di buco. «Se il bilancio non verrà approvato entro il 22 maggio, il Comune si scioglierà e non per mafia, ma per disattenzione e sottovalutazione da parte del sottosegretario Paola De Micheli», aveva detto. Le cose non stanno così per la sottosegretaria, tornata pienamente operativa dopo nove settimane di stop per la nascita di Pietro, «senza mai aver perso di vista», assicura, «la questione L’Aquila».

Sottosegretario, L’Aquila rischia di scivolare nel commissariamento. Il sindaco accusa il governo di «gravi mancanze», in quanto non sono arrivati i 18 milioni garantiti per mantenere l’equilibrio amministrativo.

«Il governo non ha garantito proprio nulla. Ha già tolto i tagli della spending review per L’Aquila e per gli altri Comuni, cancellando i tagli relativi ai due anni passati con alcune norme nella Stabilità. Adesso, attraverso le ultime relazioni dei due uffici speciali, abbiamo potuto attivare un’analisi approfondita dei bilanci e abbiamo previsto un percorso all’interno del Governo per arrivare a definire interventi a sostegno dei documenti contabili comunali».

Dunque, al contrario di quanto dice Cialente, gli impegni sono stati onorati?

«Sì, tutti. La ricostruzione è un processo complesso e ci assumiamo la responsabilità di aver commesso qualche errore. Ma è una garanzia la presenza di personale pagato dal Governo con la fiscalità di tutti gli italiani: un modo per riconoscere all’Aquila che resta una priorità, ma non più un problema, bensì un’opportunità per tutto il Paese. Tale personale – 640 dipendenti in totale tra “concorsone”, “concorsino” e Abruzzo Engeneering – sono stati confermati per i prossimi tre anni. Poi ci sono i 2 miliardi della delibera Cipe che hanno permesso di aprire quasi 3mila cantieri, di cui 2.070 soltanto negli ultimi due anni. Abbiamo garantito la velocizzazione dei tempi per gli stanziamenti delle risorse ai privati gestite dagli uffici speciali. In questo processo abbiamo riportato a un unicum la stratificazione di norme che si è creata con i decreti attuativi dei precedenti governi».

L’attenzione del Governo verso L’Aquila resta alta?

«Non è che se una persona non viene all’Aquila per 3-4 mesi, smette di pensare a una città in una situazione così particolare. Ci tengo a ribadire che io, personalmente, non sottovaluto i problemi dei bilanci dei Comuni, tant’è vero che sono stata assessore al Bilancio e per questo sono molto pignola. Ogni intervento sui Comuni è soggetto a controllo, dobbiamo essere sicuri di andare a fare un intervento mirato per ciascun caso. E le risposte, per L’Aquila e il cratere, arriveranno a breve».

E sulla proroga dei contratti a tempo determinato degli uffici speciali?

«Proprio ieri (mercoledì per chi legge) abbiamo avuto una riunione in merito, e anche per questo caso le risposte arriveranno presto. Per quanto riguarda la parte contrattuale di questi dipendenti non ci sono più problemi in quanto i tre anni di proroga sono coperti dalla norma, il comma 422 della legge di Stabilità. Ora, però, dobbiamo coprire i costi dei contratti da giugno sino alla fine dell’anno, perché le coperture sono annuali e lo faremo con la prossima delibera Cipe. Per una questione di finanza pubblica, dobbiamo coprire annualmente tali contratti, ma, intanto, abbiamo anche superato i vincoli europei che ci limitavano fortemente».

Marianna Gianforte

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