De Nino-Morandi, è scontro tra la Provincia e il Comune

12 Luglio 2019

SULMONA. Entro fine luglio sarà pronto il progetto definitivo, per poi andare a gara entro la fine dell’anno e cominciare i lavori ad aprile 2020 nella storica sede di via D’Andrea. Con questo...

SULMONA. Entro fine luglio sarà pronto il progetto definitivo, per poi andare a gara entro la fine dell’anno e cominciare i lavori ad aprile 2020 nella storica sede di via D’Andrea. Con questo impegno, preso dal consigliere provinciale Mauro Tirabassi, si è concluso ieri sera l’incontro sul De Nino-Morandi, convocato dal Comitato di ex docenti e genitori. Durante la partecipata riunione, con gli attivisti che hanno preparato cartelli in cui si chiede il ritorno in città della scuola per Ragionieri e Geometri, non sono però arrivate informazioni precise sul destino della scuola. Con la Sant’Antonio srl, che aveva eseguito i lavori sulla sede alternativa di viale Mazzini dove sarebbero dovuti tornare gli studenti trasferiti da quattro anni nell’Iti di Pratola e che ora si appresta a ospitare la scuola media Capograssi, le cose si complicano.
«La Provincia ha fatto il possibile per far tornare gli studenti in città», ha detto Tirabassi. «Abbiamo messo in bilancio fondi e ci siamo accollati le spese di trasferimento dei ragazzi. Il Comune, però, è entrato a gamba tesa in una trattativa che stava andando verso la conclusione. Per questo, contesto l’opportunità politica di una scelta che doveva essere diversa, nonostante sia stato tutto legittimo». Pronta la replica dell’assessore comunale all’Istruzione Piero Fasciani: «Il Comune di Sulmona farà di tutto, ma ricordo che la competenza delle scuole superiori è della Provincia e che, soprattutto, non c’è stata alcuna volontà di intralciare nulla». Non sono mancati momenti di tensione con i cittadini che hanno sollecitato soluzioni e Franco D’Amico e Pietro Di Paolo del Comitato che hanno invocato impegni. Ha chiamato in causa il Provveditorato alle opere pubbliche il consigliere di minoranza Elisabetta Bianchi, mentre è stato da più parti invocato il preside Massimo Di Paolo, non invitato all’incontro. (f.p.)
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