De Nino-Morandi, ex docenti in campo

23 Novembre 2016

Nasce un comitato di prof in pensione per riportare gli studenti nella scuola sequestrata due anni fa

SULMONA. Un gruppo di insegnanti in pensione dell’istituto De Nino-Morandi ha dato vita a un comitato per riportare in tempi certi e rapidi gli studenti nella storica sede di via D’Andrea. Così, su invito di Franco D’Amico (docente ancora al lavoro), un gruppo di colleghi in pensione ha deciso di scendere in campo e di dare una mano concreta per riportare gli alunni in città. Oltre a lui, fanno parte del comitato Pietro Di Paolo, Anita Zinni, Anna Susi, Roberto Donà e Paola Bianchi. Era il 17 ottobre del 2014 quando la Finanza, in esecuzione di un provvedimento del gip del tribunale dell’Aquila Giuseppe Romano Gargarella, su richiesta dei pm Stefano Gallo e Roberta D’Avolio, ha sequestrato i due edifici scolastici del tecnico commerciale “De Nino” e del tecnico per geometri “Morandi”. Le indagini hanno rivelato che le opere di adeguamento erano state eseguite solo in parte o in maniera difforme dal progetto. Nel procedimento risultano indagate sette persone per reati di falso e truffa ai danni dello Stato. «Come ex docenti siamo abbastanza sensibili alla nostra scuola e abbiamo accolto immediatamente l’appello del professor D’Amico per cercare di risolvere il problema», dice Di Paolo, portavoce del comitato. «Anzi, lancio un appello a tutti i docenti a unirsi». Tra le prime mosse dei prof in pensione quella di presentare richiesta alla Provincia dell’Aquila di un nuovo sopralluogo tecnico sulla parte dell’edificio del De Nino-Morandi non sottoposta a sequestro giudiziario, per verificare il coefficiente di vulnerabilità sismica. Proposte arriveranno anche al Comune di Sulmona per individuare la sede alternativa dove ospitare i circa 400 studenti di Ragioneria e Geometri. Sono ormai passati due anni dal sequestro dell’istituto De Nino-Morandi che incomincia ad accusare anche i problemi legati all’incuria e all’abbandono. Il piazzale si presenta con vetri rotti, erbacce, calcinacci e sporcizia accumulati in due anni di chiusura, nel corso dei quali si sono susseguiti vertici in Procura, incontri in prefettura e cambi di sede, fino al trasferimento all’Iti di Pratola. Anche quest’anno la campanella di inizio anno è suonata proprio nella sede del professionale, mentre la ricerca di una struttura sostitutiva in città è stata fagocitata dal sisma in Centro Italia e dal caos delle ordinanze, dei traslochi di interi istituti poco sicuri e attese per i Moduli provvisori. (f.p.)

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