De Nino-Morandi, riparte la protesta del comitato

La storica sede, sequestrata nel 2014 dalla Finanza, è in stato di abbandono Sfumato il rientro in città. Ieri il sit-in per sollecitare l’avvio dell’intervento
SULMONA. Un anno scolastico è appena finito e un altro comincerà ma non nella sede storica di via D’Andrea. Per questo, ieri alcuni componenti del comitato De Nino-Morandi si sono dati appuntamento davanti la storica scuola per preparare una lettera-diffida al Provveditorato alle opere pubbliche. L’ente è soggetto attuatore per l’esecuzione dei lavori dell’edificio sede storica dei ragionieri e geometri, chiusa dal mese di ottobre 2014 per presunti lavori sbagliati post sisma. Dopo il triplice esposto presentato a Procura, Ministero e Corte dei conti, il comitato torna alla carica sulla sede storica di via D’Andrea, abbandonata a se stessa e lasciata sprofondare nel degrado. «Fornire con urgenza ogni informazione sullo stato di avanzamento della procedura, chiarendo in particolare quali delle attività siano state effettivamente svolte e documentando l’informativa con il relativo atto amministrativo di attuazione ed esecuzione di ciascuna attività riferita».
Questo quanto chiede il comitato De Nino-Morandi, presieduto dall’ex professore Franco D’Amico sull’edificio scolastico sulmonese. «Il perdurare di questa situazione ha fatto sì che gli immobili della sede storica, si venissero a depauperare sensibilmente, per via dello stato ormai profondo di abbandono, con conseguente intuibile ulteriore danno e sperpero di denaro pubblico», spiega D’Amico, «gli enti abituali interlocutori sul problema, Comune di Sulmona e Provincia dell’Aquila, sembrano aver abbandonato ogni fattivo interessamento, risultando di fatto irraggiungibili o, comunque, non più attivi sulla questione in esame».
Il Comitato, però, va oltre e si interroga anche sul motivo per cui sia sfumato il rientro in città degli studenti. «Con lettera del 17 ottobre 2018 avevamo richiesto un ulteriore appuntamento proprio per verificare lo stato di avanzamento della procedura che avrebbe condotto all’esecuzione dei lavori sugli immobili interessati, ma a detta missiva non si è avuto alcun riscontro», aggiunge D’Amico.
Mesi fa la situazione sembrava sbloccarsi col rientro a Sulmona, nell’ex convento di Sant’Antonio, ma l’immobile è stato poi assegnato alla scuola media Capograssi per la mancata sottoscrizione del contratto. Stando all’ultimo cronoprogramma i lavori dovrebbero cominciare in autunno per concludersi nel 2021 ma non si ha contezza né dell’esito dello studio sulla progettazione richiesto dalla Provincia e né dell’istanza di dissequestro che lo stesso Ente già un anno fa avrebbe dovuto chiedere alla Procura dell’Aquila.
Così, mentre per il De Nino-Morandi si torna al punto di partenza, la richiesta di chiarimenti del comitato è arrivata su tutti i tavoli istituzionali, con le famiglie degli studenti che potrebbero tornare a riunirsi già oggi per pianificare le iniziative da adottare. Tra queste, non si escludono azioni di protesta, anche eclatanti.
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