De Nino-Morandi, sì dell’Asl al trasloco

27 Gennaio 2019

Riparte l’iter per il rientro in città, nei locali dell’ex convento di viale Mazzini, degli studenti finora ospitati all’Iti di Pratola

SULMONA. Via libera dell’Asl ai locali dell’ex convento di viale Mazzini per l’istituto De Nino-Morandi. I ragionieri e geometri costretti al trasloco forzato all’Iti di Pratola dall’ottobre del 2014, dopo i sigilli della Finanza sui lavori post-sisma ritenuti non a norma, torneranno a Sulmona a breve. Il disco verde dell’Asl rimette in moto l’iter che – dopo una prima accelerazione volta a far rientrare gli studenti in città dopo le vacanze di Natale – aveva subìto un nuovo stop. Il passaggio successivo sarà quello di ottenere il provvedimento urbanistico da parte del Comune (l’agibilità), prima del rilascio dell’autorizzazione antincendio dei vigili del fuoco.
La trafila burocratica si chiuderà con la firma del contratto tra la Provincia dell’Aquila e la Sant’Antonio srl, la società che la scorsa estate si è aggiudicata la manifestazione d’interesse di ricerca locali. Dopo la firma del contratto si dovrà concordare il trasloco con il polo “Fermi” e con il preside Massimo Di Paolo. La data del ritorno a Sulmona è ancora da fissare, ma la notizia arriva proprio in concomitanza dell’orientamento e dell’open day che gli istituti Itc-Itcg stanno tenendo nella Rotonda di San Francesco.
Dopo l’esordio di venerdì e sabato, anche oggi la popolazione scolastica sarà impegnata a illustrare la didattica, i contenuti formativi e le prospettive lavorative dei tre istituti. La struttura, che ospita al terzo piano i pazienti del Centro di salute mentale e di psichiatria infantile, dispone di spazi per altri 1.200 metri quadri da adibire a istituto scolastico. E questi mesi di lavori sono serviti proprio per meglio definire e adeguare gli spazi con aule, laboratori e uffici per il personale docente e amministrativo. Il risultato è stato reso possibile dal bando della Provincia per reperire strutture alternative per il De Nino-Morandi a cui ha risposto solo l’immobiliare Sant’Antonio, proprietaria dell’omonimo complesso che fino a qualche anno fa ospitava la scuola professionale dell’Enfap. La sede, che dispone di due ingressi separati per separare i pazienti del Csm e gli studenti, potrebbe essere usata anche per ospitare le altre scuole cittadine che dovranno essere oggetto di lavori.
Walter Tirimacco, amministratore della Sant’Antonio, ricorda anche che la struttura dispone della destinazione urbanistica giusta e che è stata di recente adeguata sismicamente.
Ora toccherà agli enti coinvolti accelerare il trasloco, con il presidente della Provincia Angelo Caruso e il consigliere Mauro Tirabassi che stanno spingendo da tempo per il rientro in città. Intanto, il comitato De Nino-Morandi, capitanato dall’ex docente Franco D’Amico, sta preparando un’assemblea con alunni e famiglie che si battono per i lavori di ristrutturazione dell’ex scuola di via D’Andrea, in abbandono da quasi cinque anni, tra vetri rotti e alberi venuti giù sul piazzale.
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