De Nino-Morandi, Salvati all’attacco
SULMONA. Lo stallo sul dissequestro dell’istituto De Nino-Morandi è dovuto alle scelte della precedente amministrazione provinciale, guidata da Antonio Del Corvo. Ne è convinta la consigliera...
SULMONA. Lo stallo sul dissequestro dell’istituto De Nino-Morandi è dovuto alle scelte della precedente amministrazione provinciale, guidata da Antonio Del Corvo. Ne è convinta la consigliera comunale e provinciale Roberta Salvati, che replica al collega di minoranza al Comune di Sulmona Luigi La Civita. Il capogruppo di Forza Italia in Comune aveva sollecitato interventi per riportare in città gli studenti di Ragioneria e Geometri. Le due scuole sono chiuse dal 18 ottobre 2014, in seguito a un’inchiesta della Finanza e al conseguente sequestro della struttura per lavori non a norma. Gli studenti sono stati trasferiti all’Itis di Pratola, tra le polemiche dei genitori e dei rappresentanti politici. «Un problema molto complesso da risolvere quello creato sul De Nino-Morandi dalla passata amministrazione provinciale», replica Salvati. «Perché non ci si è preoccupati prima di salvaguardare l’istituto, perché il consigliere La Civita, per giunta della stessa corrente politica dei precedenti amministratori provinciali si pone solo ora tutte queste domande? Bisognava applicarsi soprattutto prima, quando altri hanno preso decisioni importanti a discapito del nostro territorio».
La Civita, in un lettera dei giorni scorsi, aveva fatto richiesta di accesso agli atti sul dissequestro della scuola.
«Il terremoto dell’Aquila del 2009 nella confusione degli appalti e delle assegnazioni dei lavori urgenti, ha fatto emergere delle irregolarità – grazie alle indagini dei magistrati – su politici, appaltatori, dirigenti, funzionari e professionisti», ricorda Salvati. «Nel 2014 è stata avviata un’inchiesta dalla Procura dell’Aquila nella quale sono rimasti coinvolti vertici della passata amministrazione provinciale, con funzionari e imprenditori». (f.p.)
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