De Nino-Morandi, un’odissea senza fine
Studenti in trasferta a Pratola e soluzioni lontane. Il Comitato sollecita l’intervento di prefettura e Miur
SULMONA. Gli studenti del De Nino-Morandi cominceranno un altro anno scolastico nella sede dell’Iti di Pratola.
La storica sede sulmonese di via D’Andrea è nel più totale degrado ed è praticamente sfumato il contratto con i proprietari dell’ex convento Sant’Antonio a Sulmona. Si continuano ad accumulare le spese di trasporto da Sulmona a Pratola Peligna a carico della collettività. Proprio per questo, il Comitato De Nino-Morandi, coordinato dall’ex professore Franco D’Amico, porta il caso sul tavolo della prefettura dell’Aquila e del Miur, oltre che su quello della procura generale della Corte dei Conti.
L’ex convento di Sant’Antonio è stato assegnato alla scuola media Capograssi per la mancata sottoscrizione del contratto.
«Il perdurare di questa situazione ha fatto sì che gli immobili della sede storica si venissero a depauperare sensibilmente, per via dello stato ormai profondo di abbandono, con conseguente intuibile ulteriore danno e sperpero di denaro pubblico», spiega D’Amico, «gli Enti abituali interlocutori sul problema, Comune di Sulmona e Provincia dell’Aquila, sembrano aver abbandonato ogni fattivo interessamento, risultando di fatto irraggiungibili o, comunque, non più interventori sulla questione in esame». E, ancora, il Comitato fa notare che «non è dato comprendersi il motivo per il quale non è stato possibile sottoscrivere il contratto con la ditta che ha messo a disposizione una nuova sede alternativa che avrebbe risolto gran parte dei problemi. Eppure la stessa dirigenza scolastica in un comunicato ufficiale aveva annunciato la necessità di addivenire al trasloco per il mese di settembre 2019».
Da qui la richiesta del Comitato di un incontro con i genitori degli alunni e la verifica delle spese di trasporto. (f.p.)
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