“De Nino”, rientro solo tra 3 anni
La Provincia cerca sede alternativa per riportare gli studenti in città
SULMONA. Si dovrà aspettare il 2021 per riaprire il “De Nino - Morandi”. Sulla scuola di via D’Andrea, chiusa dopo i lavori post sisma non a norma e i sigilli della Finanza nel 2014, si è espressa la commissione edilizia scolastica della Provincia, presieduta dal consigliere Vincenzo Calvisi. Durante la riuni one sono stati fissati i tempi per l’esecuzione dei lavori sulla sede storica e per la ricerca della sede alternativa. Per il completamento dei lavori ci vorranno tre anni esatti, senza contare eventuali ricorsi e il rilascio di tutte le autorizzazioni antisismiche. Entro novanta giorni sarà aggiudicato il progetto esecutivo che darà il via al dissequestro della parte dell’immobile finita nel mirino della Procura, come stabilito nei giorni scorsi in un incontro tra Provincia, comitato “De Nino-Morandi” e magistrati. L’aggiudicazione della gara d’appalto è prevista per il 2019 e i lavori saranno eseguiti in 24 mesi. Nel frattempo, il presidente della Provincia, Angelo Caruso, spinge sull’acceleratore e pubblica un decreto per l’individuazione di una sede dove trasferire gli studenti, in ‘esilio’ forzato a Pratola da 4 anni. Il provvedimento dà mandato «al settore di edilizia scolastica e pubblica di effettuare una indagine di mercato finalizzata all’individuazione di un immobile da acquisire in locazione e da destinare a sede nell’istituto provinciale Itc-Tcg “De Nino-Morandi” di Sulmona, in attesa dell’adeguamento della sede istituzionale alle vigenti norme in materia edilizia». Intanto, è stata firmata la convenzione con la Prometeia, di Teramo, che si è aggiudicata l’appalto per l’elaborazione del progetto esecutivo: ci vorranno 90 giorni prima dell’approvazione e da due a quattro anni per eseguire i lavori. Per gli interventi la Provincia ha accantonato 4 milioni. (f.p.)
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