“De Nino”, si cerca la sede alternativa

9 Giugno 2018

Martedì riunione al Vescovado con il Comitato di docenti e il presidente della Provincia per trovare una soluzione

SULMONA. Il comitato di docenti ed ex docenti dell’Istituto De Nino-Morandi rilancia la necessità di trovare una sede alternativa in città e convoca per martedì un’assemblea pubblica al Vescovado col presidente della Provincia Angelo Caruso. La scuola di via D’Andrea è chiusa da ottobre 2014, cioè da quando la Finanza pose i sigilli ai lavori che non risultavano conformi al progetto iniziale e a norma. Da allora, i 300 studenti sono stati trasferiti all’interno dell’Iti di Pratola Peligna, con notevoli disagi per loro e le famiglie, oltre che con il disappunto delle attività commerciali della zona che ruotavano attorno alla scuola. Proprio per tenere alta l’attenzione sulla questione e a tre mesi dall’inizio del nuovo anno scolastico, il comitato dà appuntamento al 12 giugno alle 16,30 nel centro diocesano. All’ordine del giorno ci sono le questioni relative alla progettazione e alla ricerca di una sede alternativa. «Per noi la priorità resta non creare più disagi alle famiglie», interviene Caruso, «per questo abbiamo sempre garantito come Provincia la copertura delle spese di trasporto degli studenti verso Pratola». Intanto, a più di tre anni dalla chiusura della scuola di via D’Andrea, sarà affidato l’incarico a un progettista per verificare le difformità dei lavori dal progetto di mitigazione del rischio sismico. L’aggiudicazione dell’appalto serve per definire esattamente le incongruenze e i costi per eliminarle. Una fase che richiederà almeno tre o quattro mesi e successivamente si potrà avviare la procedura di una nuova gara d’appalto per l’adeguamento sismico della scuola. Dall’inizio dei lavori al collaudo sono necessari circa 4 anni che potrebbero allungarsi se le risorse finanziarie residue non saranno sufficienti e se ci saranno ricorsi. I tempi quindi restano lunghi, come comunicato nelle scorse settimane dal Provveditorato al comitato ex docenti, per questo le istituzioni si stanno muovendo per trovare il piano B. Cioè far rientrare a Sulmona i circa 300 studenti in una sistemazione tutta da trovare. Sono ormai passati quasi quattro anni dal sequestro dell’istituto De Nino-Morandi che incomincia ad accusare i 40 mesi di incuria e abbandono. Il piazzale si presenta con vetri rotti, erbacce, calcinacci e sporcizia accumulati in quattro anni di chiusura. «Gli studenti e le famiglie meritano risposte», incalza Franco D’Amico del comitato De Nino Morandi, «per questo abbiamo organizzato questa assemblea pubblica». Nei mesi scorsi vennero organizzate una petizione e una deposizione simbolica di fiori davanti alla scuola.
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