“De Nino”, Sinibaldi punta al dissequestro

L’assessore vuole velocizzare l’iter per poter avviare i lavori di ristrutturazione della scuola
SULMONA. Ultimare le procedure di dissequestro in breve tempo per ripartire coi lavori proprio sulla parte finita, già nel mirino dell'inchiesta della Guardia di Finanza.
Prova così l'assessore comunale ai Lavori pubblici, Mario Sinibaldi, a sbloccare lo stallo in cui è piombato da tre anni il “De Nino - Morandi”.
La scuola di via D'Andrea è stata chiusa ad ottobre 2014 dopo i sigilli della guardia di finanza sulle opere di ristrutturazione sismica non a norma. L'avvio del dissequestro è cominciato alla fine di maggio, dopo l'intermediazione con la Procura dell'Aquila da parte del comitato di ex docenti, guidato da Franco D'Amico.
La questione è stata affrontata nell'ultimo consiglio comunale grazie ad un'interrogazione presentata dalla consigliera di minoranza Elisabetta Bianchi (Forza Italia).
«Le lungaggini e i ritardi accumulati negli ultimi tempi rendono quasi impossibile riprendere il vecchio bando dei lavori», ha detto Sinibaldi, «sono passati anni e andrebbero aggiornati i prezzi. Spingiamo per il dissequestro completo e chiediamo il completamento dei lavori per riportare in tempi più celeri gli studenti a Sulmona. Mi sembra la strada più breve».
Se ne parlerà in un prossimo incontro che l'assessore ha chiesto al presidente della Provincia e sindaco di Castel di Sangro Angelo Caruso, assieme ai consiglieri Mauro Tirabassi e Fabio Ranalli. Intanto, tra rimpalli burocratici e lungaggini della giustizia, i circa 400 studenti degli Istituti per geometri e ragionieri sono stati trasferiti da tre anni all’Iti di Pratola, tra le proteste dei genitori, degli stessi alunni e dei commercianti che gestiscono attività nei pressi della struttura sotto sequestro. Sono ingenti, infatti, gli incassi persi da bar, tabaccherie, cartolerie e librerie sorte proprio intorno alla scuola. Resta, inoltre, in abbandono il piazzale dell'istituto, con vetri rotti, erbacce e sporcizia accumulati in tre anni di chiusura. Nel frattempo, la Provincia, d’intesa con il Comune, sta portando avanti l’accordo con il Provveditorato alle Opere pubbliche che sarà soggetto attuatore dei lavori. Le irregolarità dell’inchiesta delle Fiamme gialle sui lavori non a norma dei pilastri sismici riguardano, in particolare, i corpi di fabbrica 1 e 3 del plesso scolastico, oggetto di lavori di messa in sicurezza e adeguamento sismico, dichiarati urgenti dopo il sisma del 6 aprile 2009. (f.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

