De Santis: peccato che Poste abbia venduto la sede centrale
L’AQUILA. «La rivitalizzazione del centro storico della città passa anche attraverso il ritorno al centro degli uffici pubblici, delle banche, degli uffici comunali, delle attività commerciali e...
L’AQUILA. «La rivitalizzazione del centro storico della città passa anche attraverso il ritorno al centro degli uffici pubblici, delle banche, degli uffici comunali, delle attività commerciali e degli spazi sociali e culturali, oltre che dei cittadini che lo abitavano». Lo afferma il capogruppo dell’Italia dei valori in consiglio comunale, Lelio De Santis. «Pertanto, l’annuncio della prossima riapertura degli uffici delle Poste in corso Vittorio Emanuele, in locali di circa 300 metri quadrati, è una buona notizia, che saluto con soddisfazione».
«Con la stessa franchezza, debbo ricordare però che la decisione di Poste Italiane appare un tardivo riconoscimento di colpa per avere venduto, dopo il sisma, la prestigiosa e grande sede di piazza Duomo, dove erano ubicati tutti gli uffici al pubblico e la direzione provinciale», aggiunge De Santis. «Quella vendita apparve l’abbandono di una città distrutta dal terremoto ed un segnale negativo sul futuro dell’Aquila, non solo la chiusura nel centro storico di un servizio essenziale per i cittadini. Ma oggi è importante il ritorno delle Poste in centro anche come segnale positivo e come stimolo per gli altri enti pubblici, per le istituzioni di rilevanza pubblica, per gli istituti di credito, per le agenzie di assicurazioni, per le istituzioni culturali, a cominciare dalla prestigiosa Biblioteca Provinciale, che non può continuare ad essere ospitata in un capannone a Bazzano. Al riguardo, colgo l’occasione per rivolgere un accorato invito all’assessore regionale, Mauro Febbo, perché affronti il problema, d’intesa con il sindaco, Pierluigi Biondi, che deve ridiventare essere il luogo prediletto di studiosi, di studenti, di cittadini appassionati della vita culturale della città».

