De Simone e il comunicato a sua insaputa

21 Febbraio 2019

La presidente del Tsa: «Non sono stata informata del fatto che l’iniziativa pro Biondi partisse da noi»

L’AQUILA. Un metodo «scomposto», un modo di fare che «non rispetta i ruoli istituzionali». Una polemica che fa male alla cultura e alla sua natura di realtà libera, che non c’entra nulla con la politica.
Nel mezzo della telenovela che da giorni ha al centro della trama il destino della cultura aquilana, la presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo, Annalisa De Simone, parla dalla sua casa romana, interrompendo la scrittura del suo romanzo in uscita a maggio, per dire che non ci sta a essere travolta dai metodi da «Prima Repubblica». Il riferimento è alla richiesta del sindaco Pierluigi Biondi, il quale, a poco più di una settimana dalle Regionali, la vorrebbe già dimissionata in nome di un «sacrosanto spoil system». Prerogativa che, però, spetta al presidente della Regione Marco Marsilio, e non a lui. Concentrarsi su quello che è il suo mestiere di scrittrice quando nella testa risuonano le polemiche dall’amata L'Aquila, non è per lei facile.
«Sono amareggiata per essermi trovata coinvolta in questa vicenda in modo così scomposto, pensare di azzerare tutti i vertici soltanto perché si ha consenso elettorale non credo sia una mossa strategica», dice De Simone, «perché qualsiasi espressione culturale ha il compito di creare “fratture” e non di avallare consensi. Mi auguro che la politica resti quindi fuori dalla cultura». Da due anni l’autrice spiega di aver accettato «da privata cittadina un ruolo istituzionale, perché io non sono una politica», aggiunge, «ma una scrittrice prestata a questo ruolo. A mio modo di vedere servirebbe un modo di pensare diverso e che bisogna valutare nel merito e non in base agli orientamenti politici».
Da Marsilio, fino a ora, la presidente del Tsa non ha ricevuto comunicazioni, ma lei chiarisce che «non ho nessuna preoccupazione nel dimettermi, il mio è un ruolo a onorificenza, l’ho accettato come un impegno civico. Io rispetto le regole del gioco. E il punto è proprio questo: io rispetto il consenso elettorale e le decisioni che vengono prese in suo nome, però mi dispiace che ci si arrivi in questo modo e che l’ente finisca al centro di un dibattito poco dignitoso. È stata diramata una nota dal Tsa dopo aver ricevuto notizie molto frammentarie al riguardo, non sono stata informata del fatto che l’iniziativa partisse dall’ente che presiedo. Ed è qui la gravità. Sono modi di procedere che non accetto, perché i ruoli istituzionali vanno rispettati». E a chi associa la presa di posizione di Biondi a un atteggiamento sessista (De Simone è la terza donna “presa di mira”), la scrittrice risponde: «Non ho mai sposato battaglie di genere fatte in modo massimalista, probabilmente il sindaco non era d’accordo con le due assessore alle quali sono state ritirate le deleghe e non reputa positivo il mio operato nel Tsa. Ma è molto pericoloso azzerare tutto in nome dello spoil system, perché la cultura dev’essere libera da ogni condizionamento politico».
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